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Roma, 24 gen – Il 20 gennaio 2021 negli Stati Uniti è cominciata, in seguito al consueto giuramento, la presidenza di Joe Biden. L’ex senatore ed ex vicepresidente si è aggiudicato le scorse elezioni, cui hanno fatto seguito ricorsi legali e accuse di frode.



La polarizzazione dei voti, derivante dalla spaccatura sociale nata con l’amministrazione Obama e proseguita con Trump, regala l’immagine degli Usa mai così divisi. Un sondaggo YouGov pochi giorni dopo voto rivelava che tre quarti degli elettori pensava che fossero incorse delle frodi. In un contesto che basa la propria narrazione sull’unità, al netto delle diversità sociali, tali dati creano profondo danno d’immagine.

L’America è tornata. Purtroppo

Il neoeletto presidente Biden ha dato come titolo “America is back” alla propria politica estera. Un netto contrasto rispetto all’approccio maggiormente neutrale di Trump. Ciò esprime il desiderio di riportare gli Usa a giudici della democrazia altrui, da “ripristinare” spesso con metodi disastrosi come quelli usati da Obama e dallo stesso Biden. La linea Trump, che ha prodotto gli “Accordi di Abramo”, così come la distensione con Russia e Corea del Nord, non avrà probabilmente seguito. Tuttavia le contese legali, le accuse senza precedenti del presidente uscente ed i fatti di Capitol Hill del 6 gennaio minano profondamente il potere decisionale di Biden.

Le immagini dell’assalto al congresso, che ha prodotto l’evacuazione di deputati e senatori ed anche 5 morti, hanno minato consistentemente l’immagine della democrazia a stelle e strisce. Esse non sono altro che la drammatica conseguenza del non ascolto, dell’abbandono e del giudizio di numerose classi sociali. Emblematica fu la Clinton che definì “deplorables” tutti gli elettori di Trump quattro anni fa.

Biden non rappresentà (almeno) metà America

L’America profonda, quella delle contee e delle zone rurali di stati come il Texas o l’Ohio aveva trovato in Trump la prima vera figura di ascolto. I risultati pre-covid quanto ad economia ai massimi e disoccupazione ai minimi storici ne sono ampia testimonianza.

Ora che la linea ecologista del “Green New Deal” e degli “Accordi di Parigi” sul clima minaccia il tessuto lavorativo degli Usa rurali appare ancora più assurdo sentire parlare di unità. Con Biden illegittimo per metà Usa, un programma distaccato dalla volontà del popolo, le correnti di sinistra radicale di Sanders non si ricucirà nulla. Pertanto, per quanto controversa, in molti rimpiangeranno la figura di Trump e la sua amministrazione unica nel suo genere.

Inoltre, a confermare il distacco tra gli annunci roboanti dei finti democratici nostrani è la realtà può aiutarci la memoria. Sul finire della presidenza Obama definì gli europei “free riders” (scrocconi), dato l’utilizzo della “protezione militare” della Nato dalle nazioni dell’est, tradita con accordi commerciali con Russia e Cina. Desta pertanto più di qualche perplessità assistere agli europeisti che idolatrano la “sovranità dell’Ue” rimpiangendo e lodando però gli 8 anni di disastro della presidenza Obama-Biden.

Tommaso Alessandro De Filippo

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