Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 giu – Bombe americane, di nuovo. Un attacco dell’aviazione militare degli Stati Uniti ha colpito un’area della Siria al confine con l’Iraq. Per l’esattezza i raid Usa hanno centrato poco dopo la mezzanotte la campagna a est della città di Deir Ezzor, causando la morte di un bambino e il ferimento di tre civili. A riportarlo è l’agenzia siriana Sana. Quest’ultima cita fonti locali che confermano i raid statunitensi nella zona rurale di al-Bokmal, confine siriano-iracheno. Si tratta di un’area già presa di mira negli ultimi anni dall’aviazione americana e in cui l’esercito di Damasco è ancora alle prese con le incursioni di quello che resta dell’Isis. Per questo, secondo i media siriani, gli attacchi Usa sono “volti a minare gli sforzi dello stato siriano e dei suoi alleati che lavorano per rafforzare la sicurezza e la stabilità”. E che cercano di prevenire l’infiltrazione dell’Isis tra Iraq e Siria.



Biden ordina di bombardare la Siria

Il bombardamento è stato confermato dal Pentagono. “Su ordine del presidente Biden, le forze militari statunitensi hanno condotto raid aerei di precisione difensivi questa sera contro strutture utilizzate da milizie filoiraniane nella regione al confine tra Iraq e Siria”. E’ quanto dichiarato da John Kirby, portavoce del Pentagono. Nessun commento da parte del presidente degli Stati Uniti. Di ritorno a Washington da Camp David, Biden ha glissato: “Ne parliamo domani”, ha detto ai giornalisti che chiedevano lumi sull’accaduto. “Come dimostrato dai raid di questa sera, il presidente Biden ha messo in chiaro che agirà per proteggere il personale americano. Alla luce della serie di attacchi sferrati da forze filoiraniane contro interessi americani in Iraq – dice Kirby – il presidente ha ordinato un’ulteriore azione militare per fermare e impedire questi attacchi”.

Black Brain

Un problema etico e di legittimità 

Non è il primo bombardamento ordinato da Biden. Ricordiamo che lo scorso febbraio il presidente democratico decise di colpire un’altra zona della Siria e un’altra aerea in Iraq. Raid che sollevarono non pochi dubbi riguardo la legittimità dell’arbitraria decisione anche nel Congresso statunitense. In quel caso però il presidente Usa si appellò all’Articolo II della Costituzione americana, affermando di avere il potere di ordinarli direttamente. Il vero problema riguarda però la violazione del diritto internazionale e della sovranità territoriale siriana, su cui al solito Washington sorvola. Gli attacchi arrivano poi mentre gli Stati Uniti proseguono il lento ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Salvo cambi di rotta improvvisi – e al momento del tutto improbabili – il rimpatrio dei soldati americani dovrebbe essere completato entro il prossimo 11 settembre, come appunto annunciato da Biden.

Eugenio Palazzini

 

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta