Roma, 28 mar – Contrordine signori, Joe Biden non invoca la rimozione di Vladimir Putin. Il presidente degli Stati Uniti, dopo l’uscita più incauta di sempre, chiarisce che non ha chiesto un cambio di regime in Russia. “No”, ha risposto Biden a un giornalista che lo ha interpellato al riguardo all’uscita dalla messa in una chiesta a Georgetown. Una replica tanto lapidaria quanto repentina.

Biden e il cambio di regime in Russia

Eppure le parole di Biden erano state sin troppo chiare: “Per l’amor del cielo, Putin non può rimanere al potere“, aveva detto a Varsavia, dopo aver definito il presidente russo “un macellaio”. Quando si dice l’acuta diplomazia, restaurata in seguito ai quattro anni di avventate sparate trumpiane. “Putin è un macellaio. Riteniamo l’articolo 5 della Nato un obbligo sacro”, aveva dichiarato Biden citando quella parte del trattato atlantico secondo cui un attacco armato, contro uno o più membri dell’Alleanza, è da considerare come un attacco diretto contro tutti i membri. Come se non bastasse, il presidente statunitense aveva rincarato la dose definendo Putin un “dittatore che cerca di ricostruire un impero“.

La rettifica Usa

Inequivocabile, talmente tanto che la stessa Casa Bianca è corsa a rettificare: “Il punto espresso dal presidente era che a Putin non può essere consentito di esercitare potere sui” Paesi “vicini”. Dunque “non stava discutendo del potere di Putin in Russia o di un cambio di regime”. L’uscita di Biden ha generato una ridda di polemiche politiche e un’evidente imbarazzo in casa Usa. Sostanzialmente nessuno ha condiviso la sua presa di posizione, neppure il segretario di Stato americano Antony Blinken. “Penso che il presidente Biden e la Casa Bianca – ha precisato Blinken – abbiano sottolineato semplicemente che Putin non può avere il potere di fare una guerra o impegnarsi in un’aggressione contro l’Ucraina o contro chiunque altro”.

Macron e Scholz non seguono Biden

Praticamente nessun leader europeo si è poi allineato alle parole di Biden, segno che tutti le hanno giudicate irresponsabili. Il più netto nel prendere le distanze è stato senz’altro Emmanuel Macron, che “non utilizzerebbe” la definizione di “macellaio” nei confronti di Putin. Macron ha specificato che adesso non serve “una escalation né di parole né di azioni”. Mentre il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha detto che la rimozione del presidente russo “non è l’obiettivo della Nato e neppure del presidente americano”. Puntualizzando: “Il ‘regime change’ non è l’obiettivo della politica che seguiamo”.

Eugenio Palazzini

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