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Roma, 28 ago – Dopo le ultime elezioni in Bielorussia e le conseguenti proteste contro Lukashenko, l’Unione europea aveva annunciato sanzioni contro i presunti responsabili delle violenze contro i manifestanti e gli ipotizzati brogli elettorali. I ministri degli Esteri dell’Ue avevano trovato un accordo, a cui sarebbe seguito un lavoro tecnico per l’adozione formale delle disposizioni in questione. “L’Ue non accetta i risultati elettorali. Inizia il lavoro sulle sanzioni per i responsabili delle violenze e dei brogli”, aveva infatti dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell. Così è stato e oggi Borrel, durante una conferenza stampa a Berlino, ha parlato di una serie di personalità “di alto livello politico” che verranno sanzionate a breve. Il testo, sulla base di linee precedentemente stabilite, è stato firmato da 11 membri del Consiglio europeo.

Anche Di Maio dice la sua

“Ho sentito tante volte Mosca ripetere il mantra sul fatto che in Bielorussia sono affari interni, e che loro non vogliono interferenze esterne. Suppongo che questo sia valido anche per loro”, ha dichiarato l’Alto rappresentante Ue lanciando quindi una frecciata al Cremlino.
Tentando di ritagliarsi un improbabile ruolo di primo piano in questa vicenda, ieri anche Luigi Di Maio ha voluto dire la sua: “L’ondata di arresti indiscriminati a Minsk, così come la compressione dei principali diritti civili e delle fondamentali libertà democratiche, inclusa quella di stampa, suscitano la nostra più profonda preoccupazione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri. Specificando poi che “l’Italia ha fin da subito sostenuto l’adozione di una risposta unitaria dell’Unione europea”.

Replica infuocata di Lukashenko

Quanto certe sanzioni siano realmente efficaci per togliere di mezzo vecchi e nuovi nemici politici, lo dovrebbe insegnare la storia più o meno recente. Da Cuba alla Siria, passando per la Russia, questa sorta di embarghi di solito finiscono per rafforzare al potere chi si vorrebbe abbattere. Il rischio di destabilizzazione per tutta Europa vanno da sé. E’ comunque singolare che l’Ue tenti di contrastare Lukashenko soltanto adesso, dopo 26 anni di rapporti tutto sommato distesi. Non a caso, il presidente bielorusso, ieri ha colto l’occasione per parlare di “massacro diplomatico” nei confronti della sua nazione.

Parlando inoltre, stando a quanto riportato dall’agenzia russa Interfax, di “guerra ibrida contro di noi”. “Come posso descriverla altrimenti? I mass media e lo spazio dell’informazione – ha tuonato Lukashenko – sono stati colpiti da questa lotta, una guerra tra le parti opposte. Ed è iniziato il massacro diplomatico contro di noi, anche ai più alti livelli”. Oggi il leader bielorusso, appresa la decisione Ue, ha alzato il tiro promettendo una risposta dura contro le sanzioni imposte. “Sono diventati troppo indulgenti verso se stessi e hanno dimenticato cos’è la Bielorussia“, ha dichiarato Lukashenko. “Pensavano di poterci piegare e di spaventarci coi carri armati e coi missili. Vedremo chi spaventerà chi. Mostreremo loro cosa sono le sanzioni”.

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. Di Maio è l’ultimo che dovrebbe parlare, dopo i disastri che ha combinato, se sta zitto fa più bella figura!

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