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TrumpWashington, 12 nov – L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca potrebbe invertire la rotta della politica estera statunitense in Siria, dopo che l’amministrazione Obama per cinque anni, fin dall’inizio del conflitto, ha avuto come priorità la destituzione di Assad sostenendo militarmente e politicamente i cosiddetti ribelli “moderati” siriani.

Ieri durante l’intervista rilasciata al Wall Street Journal Donald Trump ha annunciato che tutti gli sforzi americani fatti finora in sostegno dei ribelli moderati in Siria verranno abbandonati perché “non abbiamo idea su chi siano queste persone”. Nel programma di Trump la priorità resta la lotta all’Isis. Infatti, il neo presidente degli Stati Uniti già durante la campagna elettorale aveva espresso un punto di vista alternativo rispetto alla politica estera dell’amministrazione Obama, e in particolar modo riguardo al conflitto in Siria “Non sto dicendo che Assad è un uomo buono, perché lui non lo è, ma il nostro maggiore problema non è Assad, è l’Isis” disse a marzo sul New York Times.

Trump, durante l’intervista incentrata su tematiche economiche, ha anticipato quale sarà molto probabilmente la sua posizione sul conflitto siriano “Ho avuto una visione opposta rispetto a molte persone per quanto riguarda la Siria, la mia opinione è che si sta combattendo la Siria, la Siria sta combattendo l’Isis, e bisogna sbarazzarsi dell’Isis. Cambio di rotta nella strategia americana nella guerra in Siria? Potrebbero aprirsi nuovi scenari anche se tutto ciò dovrà essere verificato, il primo vero banco di prova sarà la nomina del nuovo segretario di Stato.

Guido Bruno

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