Ottawa, 24 mag – Verso le 16:00 di mercoledì pomeriggio, alcuni militanti di Atalante, un gruppo di identitari del Quebec, hanno fatto irruzione negli uffici della sede centrale di Vice a Montreal, per protestare contro la linea editoriale della rivista. La maggior parte di loro indossava maschere coi colori del fiordaliso, il simbolo del Quebec. Il loro capo, Raphaël Lévesque, indossava occhiali da sole. Una volta entrati negli uffici di Vice, gli attivisti di Atalante hanno offerto fiori al dipendente che ha aperto loro la porta e hanno lanciato per aria volantini e nasi da pagliaccio. Il gruppo si è quindi diretto nell’ufficio del giornalista Simon Coutu per offrirgli un trofeo con su scritto: «VICE media trash 2018».
Gli identitari di Atalante hanno spiegato così il senso della loro azione: «In risposta a un articolo intitolato L’estrema destra e gli antifa promettono un’estate movimentata, pubblicato da Vice, che soffia sul fuoco della violenza tra opposte fazioni in un clima di tensione già alto, siamo andati a far visita a questa rivista nell’ambito del nostro concorso “Media trash”». Il comunicato, redatto con toni goliardici, prosegue specificando che «è lo pseudo-giornalista Simon Coutu che ha permesso a Vice di vincere il magnifico trofeo con la menzione speciale “incitamento alla violenza”. Ovviamente, questi spregiudicati bulli professionisti cercano di alimentare un clima pericoloso, per poi raccogliere materiale per un futuro articolo».

Gli identitari canadesi, tuttavia, non hanno «tempo da perdere con gli utili idioti del sistema». Per questo hanno deciso di mettere in atto questo blitz goliardico a suon di fiori e nasi da clown. «Questa rivista è pensata per essere “alternativo”, ma i suoi azionisti principali sono organismi riconosciuti a livello globale. Questi propagandisti preferiscono il pettegolezzo e il sensazionalismo a buon mercato piuttosto che una corretta informazione. Ciò conferma, ancora una volta, che certa stampa oggi si riduce in realtà a militanza, anche se camuffata. Complimenti! Questo premio è davvero meritato!».
Vittoria Fiore

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