hezbollahBeirut, 19 gen – Duro attacco di Israele a Hezbollah, che manda alle stelle la tensione in un’area già in fiamme. Un’unità dei miliziani libanesi è stata infatti centrata nel Golan siriano da due razzi partiti da elicotteri israeliani da combattimento. Il bilancio delle vittime è compreso fra 9 e 11: in parte libanesi, in parte iraniani.

Spicca comunque il nome di Jihad Mughnyeh, 21 anni. È il figlio di Imad Mughniyeh, storico comandante militare degli Hezbollah ucciso nel 2008 a Damasco in una esplosione attribuita dai suoi compagni ad Israele. Nelle file degli Hezbollah Jihad Mughnyeh era soprannominato “Il Principe” e la sua carriera militare (ancora agli inizi) era seguita personalmente dal leader dell’organizzazione, Hassan Nasrallah, che fungeva ormai da padrino.

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Jihad Mughnyeh

Fra gli Hezbollah uccisi c’è anche Mohammed Issa, comandante di campo conosciuto con il nome di battaglia di Abu Issa. Sono state fonti di stampa libanesi a dare la notizia del blitz israeliano, preceduto da sorvoli di jet sul Golan, probabilmente per raccogliere informazioni sui cinque Hezbollah.

Il movimento libanese ha affermato che Jihad Mughinyeh era a Quneitra “a fini di ricognizione” ed ha reagito al blitz israeliano mettendo in allerta le proprie forze nel Libano del Sud.

Da quando è cominciato la guerra in Siria, quasi quattro anni fa, l’aviazione militare israeliana avrebbe compiuto diversi raid in Siria, puntando spesso ai depositi di armi facenti capo alle milizie sciite di Hezbollah, che appoggia le forze governative siriane. Israele non ha mai confermato ufficialmente i raid, sostenendo invece di voler mantenere una politica di neutralità.

Giorgio Nigra

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