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belgioRoma, 18 giu – Gli attacchi terroristici, quelli veri, vengono fatti con una facilità disarmante. Poi, i responsabili tornano tranquillamente a casa attraversando la frontiera e si nascondono a casa di un parente per mesi, come è accaduto a Salah Abdeslam. Ogni tanto, però, devono servirci qualche azione di polizia spettacolare per darci l’illusione della sicurezza. Dodici persone sospettate di preparare un attentato sono infatti state fermate nella notte in una retata in 16 comuni della regione di Bruxelles, ma anche in Vallonia e nelle Fiandre. Quaranta le persone interrogate. Circa 152 le perquisizioni effettuate tra Bruxelles, Molenbeek-St.-Jean, Schaerbeek, Anderlecht, Koekelberg, Berchem-Sainte-Agathe, Evere, Forest, Watermael-Boitsfort, Ganshoren, Zaventem, Ninove, Wemmel, Fleurus, Tubize e Liegi, secondo un comunicato diramato dalla Procura federale.

Insomma, un blitz in grande stile. Peccato che in tutte queste perquisizioni non siano stati trovati “né armi né esplosivi”, ha detto l’ufficio del procuratore federale in un comunicato. Risultato difficile da raggiungere anche qualora si fosse operata una perquisizione in 152 appartamenti a caso, soprattutto in certi quartieri. Eppure gli inquirenti spiegano che “le prove raccolte durante l’indagine hanno reso necessario un intervento immediato”. Sembra che molti dei sospetti fossero controllati e pedinati da giorni dalla squadra antiterrorismo perché ritenuti membri di una cellula che aveva la volontà, ma soprattutto i mezzi per commettere attacchi. A scatenare l’imponente operazione, secondo Le Soir, l’intercettazione di una telefonata che parlava di attentati imminenti nella capitale belga.

L’emittente fiamminga Vtm riporta l’ipotesi che i terroristi volessero colpire durante una delle partite della nazionale di calcio agli Europei (il Belgio gioca alle 15 contro l’Irlanda). Negli obiettivi dei terroristi a Bruxelles ci sarebbero stati anche “centri commerciali, una catena di ristorazione americana e un commissariato”.

Roberto Derta

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