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San Paolo, 29 ott – Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile. A scrutinio completato per l’88,44%, il candidato di estrema destra si è affermato con il 55,70%. Il suo sfidante, Fernando Haddad, definito l’erede politico di Luiz Inácio Lula da Silva, progressista, nonostante nelle ultime settimane fosse cresciuto nei sondaggi, si è fermato al 44,30%.
Già al primo turno elettorale Bolsonaro si era affermato sul suo avversario, ottenendo il 46,27% dei consensi e superando tutte le aspettative della vigilia del voto, dato che i sondaggi lo davano non sopra il 40%.
Saputo a caldo il risultato di questo secondo turno elettorale, che lo hanno portato alla vittoria, il nuovo presidente ha dichiarato che il suo principale impegno sarà quello di essere un “difensore della democrazia e della Costituzione”, cercando di rassicurare i numerosi osservatori brasiliani e internazionali preoccupati dalla sua elezione: “Non è solamente una promessa di partito, o la parola di un uomo. È un giuramento davanti a Dio”. Dal canto suo lo sfidante Haddad, che ha vinto nelle zona del nord del Brasile, ha affermato che non smetterà di lavorare, stando all’opposizione. Le due campagne elettorali, sia quella del primo turno sia quella per il ballottaggio, sono state caratterizzate da toni assai accesi, con accuse reciproche tra i candidati, che mettevano in guardia gli elettori sulla pericolosità, se fosse stato eletto l’avversario, per il futuro del Paese. Bolsonaro, prima del primo turno, è stato addirittura accoltellato.
Determinanti per la vittoria di Bolsonaro sono stati i voti degli elettori cristiani evangelici, che con il neopresidente condividono le idee in materia di omosessualità e aborto. Ma sono stati anche molti tra gli elettori del partito dei Lavoratori, quello a cui appartiene lo sfidante, a votare per lui, essendo stanchi di anni e anni di promesse mai mantenute e impegni traditi, oltre che dalla strisciante corruzione che ha messo in ginocchio le casse dello Stato. Non a caso Bolsonaro si è assunto tra i suoi impegni quello di rilanciare l’economia del Paese
Tra i primi a congratularsi con il neoeletto Bolsonaro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dalla Casa Bianca è arrivata una nota in cui si afferma che Trump e Bolsonaro si sono impegnati a “lavorare fianco a fianco per migliorare le vite di americani e brasiliani”. Il nuovo presidente brasiliano entrerà in carica ufficialmente il prossimo 1 gennaio.
Anna Pedri

5 Commenti

  1. La destra di Bolsonaro è una destra ultraliberista, Paolo Guedes il suo economista è uno dei cosiddetti Chicago boys, seguace delle politiche ultraliberiste di Milton Freeman.
    Non capisco cosa abbiano da esultare coloro che si riconoscono nella cosiddetta destra sociale.

  2. Bolsonaro che viene definito un fascista è solo espressione dei plutocrati globalisti stranieri.Un vero fascista è a favore della presenza e direzione dello stato nell’economia; ricordiamoci che Mussolini volle nazionalizzare la Banca d’Italia e fece le Banche pubbliche di interesse nazionale togliendole ai capitalisti stranieri che gli giurarono vendetta e subito dopo fecero le sanzioni all’ Italia ed il blocco navale.Nessuna sanzione verrà fatta a Bolsonaro dalla massoneria oligarchica(contrapposta a quella democratica roosveltiana) dato che ha già promesso di privatizzare e svendere al capitale estero ogni cosa, compresa la maggiore compagnia petrolifera brasiliana che ha scoperto grandi giacimenti a largo delle coste brasiliane.Il fascismo è stato un movimento che ha favorito le classi medie e popolari mentre Bolsonaro è uno che favorirà solo i ricchissimi a spese della masse.Incredibile inoltre che ben 31 milioni di voti sono andati persi, annullati o altro !

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