Brasilia, 6 ott – Nulla sembra frenare l’ascesa di Jair Bolsonaro. Il candidato presidente dell’estrema destra brasiliana cresce nei sondaggi. A dirlo è Datafolha che ieri, a due giorni dalle elezioni, ha reso noti i numeri del gradimento verso i candidati. Bolsonaro raggiunge infatti il 35% (crescendo di 3 punti), mentre Fernando Haddad, l’erede di Lula, resta fermo al 22% (aumentando di un solo punto).

Stando a quanto espresso dai brasiliani, tutto depone a favore di Bolsonaro. Notizia che inquieta l’universo mainstream: il Guardian parla infatti di “pericolo per la democrazia”, mentre i più sono (loro malgrado) costretti a misurare “la febbre brasiliana che cresce per Jair Bolsonaro”. Populista e conservatore, durante un suo comizio del 7 settembre a Juiz de Fora (Minas Gerais) è stato accoltellato all’addome e potrebbe non presenziare all’ultimo confronto pubblico fra candidati causa convalescenza postoperatoria.


Definito il “Trump brasiliano”, il 63enne candidato presidente vanta un seguito sui social davvero rilevante. Leader forte, carismatico e intransigente, fa della lotta alla criminalità un suo baluardo. A favore della riduzione dei controlli sul possesso d’armi, è contrario all’aborto, all’estensione dei diritti per gli omosessuali e promette di risolvere i problemi legati all’alto tasso di corruzione. Impensabile, fino a poco tempo fa, che il Brasile potesse virare decisamente a destra: è evidente che il clima politico stia cambiando. E non solo in Europa. Il primo turno delle elezioni presidenziali si terrà il 7 ottobre. Seguito dal ballottaggio (due settimane dopo) tra i due candidati più votati. Alle urne, dunque, l’ardua sentenza.

Chiara Soldani

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