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Londra, 4 apr – L’apertura del premier britannico Theresa May al leader dell’opposizione Jeremy Corbyn per trovare la quadra sulla Brexit dà i primi frutti. La Camera dei Comuni ha approvato nella notte, al termine di una maratona legislativa, una legge per evitare lo scenario no deal, cioè l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza accordo. La legge, presentata dalla laburista Yvette Cooper e dal Tory Oliver Letwin, è stata approvata in terza lettura per appena un voto, con 313 sì e 312 no, e quindi ora passerà alla Camera dei Lord.

Cosa prevede la legge che scongiura il no deal

Il testo, che ha superato l’opposizione sia del governo, sia quella dei cosiddetti Brexiter (i sostenitori della Brexit dura, a qualsiasi costo) che hanno presentato diversi emendamenti nel tentativo di fermarlo, prevede che, in caso non si raggiunga un nuovo accordo, il governo May chieda un’estensione dell’articolo 50 rinviando quindi l’uscita ed evitando il no deal. Conservatori e sostenitori della Brexit dura hanno criticato il fatto che la legge sia stata approvata in un solo giorno ai Comuni. “E’ difficile sostenere che ci sia stato un importante dibattito quando si è affrettato il testo ai Comuni in quattro ore” ha dichiarato il brexiter Mark Francois parlando di “oltraggio costituzionale“.

Nasce una maggioranza trasversale

La legge presentata in origine dall’ex ministro laburista Cooper ha ottenuto una maggioranza trasversale, con i voti di quasi tutti i laburisti (9 hanno votato contro), dei 35 del Snp, di 14 conservatori, 11 lib dem e di altri piccoli partiti. Tuttavia, il governo, da parte sua, ha affermato che la legge impone “gravi limitazioni” alla sua capacità di negoziare questa estensione prima del 12 aprile, data entro la quale Londra deve o proporre e far accettare alla Ue un nuovo piano o uscire dalla Ue senza accordo.

La May chiederà un altro rinvio oltre il 12 aprile

La May ha anticipato che chiederà un’ulteriore estensione a Bruxelles oltre il 12 aprile per negoziare un compromesso con il leader laburista Corbyn, tale da consentirle di far approvare dal Parlamento il piano sulla Brexit già bocciato tre volte. Ogni ulteriore rinvio per la Brexit prevede il via libera unanime dei leader Ue. Secondo le anticipazioni del Sun, la May al Consiglio europeo straordinario di mercoledì prossimo chiederà un’estensione di nove mesi, con l’opzione di anticipare l’uscita non appena i termini del divorzio saranno approvati dal parlamento britannico. In tal caso, scrive il Sun, vi sarebbe un esodo dal governo con le dimissioni di 15 membri, compresi cinque ministri. Dal canto suo, però, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha detto chiaramente che al Regno Unito non sarà concessa alcuna proroga a breve a meno che il parlamento britannico non ratifichi l’intesa entro il 12 aprile, termine fissato per evitare la partecipazione di Londra alle elezioni del Parlamento europeo. Ma la May è (incredibilmente) ottimista: “Probabilmente potrebbe essere cruciale per la Ue ottenere dal parlamento il sostegno che chiede il primo ministro”, è il suo ragionamento. Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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