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brexit razzismoLondra, 28 mag – Da una parte una donna asiatica che sembrerebbe di origini indiane, dall’altra quello che – con i suoi anfibi, la polo stretta intorno al collo, i capelli rasati a zero e le bretelle – sembra a tutti gli effetti uno skinhead, definito però senza mezzi termini un “teppista”: è l’ultima trovata dei fautori della campagna Operation Black Vote, che dal 1996 promuovono la partecipazione politica delle minoranze etniche nel Regno Unito. Un manifesto che, ad esempio, non è stato apprezzato dall’Ukip di Nigel Farage, pensato in vista del referendum del prossimo 23 giugno sulla permanenza o l’uscita dall’Unione Europea.

“Ci sono circa 4 milioni di votanti delle minoranze nel Regno Unito, e altri 400mila cittadini dei paesi del Commonwealth che hanno diritti di votare al referendum sull’Ue, ognuno dei quali può contribuire a costruire il paese del futuro. Eppure, circa il 30% non si è ancora registrato per votare, e molti di quello che sono registrati non voteranno”, spiegano in un comunicato gli autori della campagna nel chiarire il loro obiettivo. “A vote is a vote”, come a dire “uno vale uno” in democrazia e tu vali quanto un teppista, uno skinhead, un razzista, è lo slogan dell’iniziativa in cui le due figure sono sedute una di fronte all’altra su di un’altalena, in perfetto equilibrio, mentre il “teppista” punta il dito contro la donna con fare aggressivo.

Che dire se non che, anche in questa occasione, i promotori della campagna contro la Brexit a difesa dell’Unione Europea hanno dimostrato di portare avanti un discorso incentrato poco sulle argomentazioni e quasi totalmente sulla paura? Chi vuole la Brexit è un razzista, è il messaggio implicito e dato per scontato dal poster. Chi vuole la Brexit odia le minoranze, moralmente obbligate dunque ad essere pro-Ue. Ma chi l’ha detto? E’ la solita demonizzazione progressista nei confronti di chi si oppone ai suoi progetti, il suo modo di costruire un finto dialogo in cui ognuno può dire la sua e votare ma una parte degli elettori vengono puntualmente descritti come il male assoluto. Tutti possono dire la loro opinione e votare ma soltanto una opinione, soltanto un tipo di voto è considerato legittimo, l’altro è ovviamente antidemocratico e possibilmente “fascista”.

Senza volerci perdere in ulteriori considerazioni sullo stereotipo dello skinhead, che peraltro dimostra di ignorarne tanti aspetti di questa “cultura”, la campagna ha però il merito inconsapevole di rivelare, seppur in modo caricaturale, una verità: da una parte c’è chi vuole l’invasione, chi vuole cancellare le identità e le nazioni, chi vuole azzerare la sovranità degli stati, dall’altra il giovane europeo che si oppone a tutto questo. Ecco che, senza bisogno di assecondare questa sorta di “scontro” razziale che il manifesto sembra suggerire, è proprio quel giovane europeo arrabbiato e criminalizzato da tutti per le sue opinioni che le forze realmente sovraniste e identitarie hanno il dovere di rappresentare e di guidare, trasformando quella rabbia in una proposta alternativa.

Emmanuel Raffaele

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7 Commenti

  1. Il bello è che loro accusano gli altri di fomentare la paura! Se la pensi anche solo miminamente dal pensiero progressista, sull’invasione immigratoria, sull’unione europea all’omosessualità, sei automaticamente uno che vuole riaprire Auschwiz e le camere a gas. Io spero vivamente che i britannici non si lascino intimorire e diano un colpo a quest’unione europea di merda!

  2. Il bello è che loro accusano gli altri di fomentare la paura! Se la pensi in maniera diversa anche solo miminamente dal pensiero progressista, sull’invasione immigratoria, sull’unione europea all’omosessualità, sei automaticamente uno che vuole riaprire Auschwiz e le camere a gas. Io spero vivamente che i britannici non si lascino intimorire e diano un colpo a quest’unione europea di merda!

  3. Il paradosso è che accusano i pro-brexit di essere razzisti, ma qui gli stereotipi razzisti sono proposti esattamente in senso opposto. Ovvero sembra che in questo caso i discriminati non sono i soliti “poveri immigrati” ma i britannici (o europei).
    Poiché il pensiero dominante è pro-europa perché si ha paura di farne a meno (al punto che non si riesce più nemmeno a pensare di costruire qualcosa di diverso e di avulso da essa) e pro-immigrazione e chi difende i valori opposti è in minoranza, direi che i discriminati non sono gli alloctoni, ma gli autoctoni.
    Un bel razzismo al contrario…

  4. Tra l’altro è veramente un pessimo stereotipo: lui uomo, tatuato, brutto, aggressivo, teppista e razzista; lei povera, pacata, indifesa vecchina, per di più donna.
    Ma per favore! Va bene per gli ignoranti!

  5. Hanno paura davvero le varie lobby transnazionali ed i potentati finanziari, perchè sanno che i Popoli Europei sono stufi di questa dittatura tecnofinanziaria che è espressa dall’UE. Nessuno si sente rappresentato dai parlamenti,commissioni e burocrati vari di Bruxelles, ne tantomeno hanno fiducia in coloro che fanno di tutto per imporre un meticciato culturale che niente ha a che fare con le nostre radici. Per questo demonizzano chi la pensa in maniera diversa e sputano ogni sorta di infamia sui movimenti identitari “populisti”, quello che è successo in Austria è un assaggio di come si opporranno se il Popolo non si esprimerà come piuace a loro: faranno votare anche i morti o raddoppieranno gli aventi diritto al voto. Vedremo allora se finalmente saremo capaci di far sentire che non ce ne andrermo in silenzio, almeno non senza lottare.

  6. Io sono razzista e fascista, la cosa più bella è non tradire la tua gente, riconoscersi, appartenere ad una identità culturale. Ma per questo bisogna scacciare i Kromunisti de merd, i traditori infami che vogliono distruggere noi. Basta reagire con gli sputi…

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