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Brexit, stasera (forse) voto decisivo: ma regna l’incertezza

by Eugenio Palazzini
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Londra, 12 mar – Theresa May, quasi senza voce e apparentemente sempre più isolata, si è rivolta oggi alla Camera dei Comuni, spiegando ai deputati britannici che l’accordo sulla Brexit “è stato migliorato” e adesso offre garanzie “legalmente vincolanti” sul backstop. L’alternativa, ha avvisato, è tra questo accordo e il rischio effettivo che “la Brexit vada perduta”. Un discorso, quello del primo ministro, che non ha convinto fino in fondo. Anzi, anche nel suo partito alcuni deputati si sono detti contrari all’accordo.

In otto, in rappresentanza dei Tory brexiteer più oltranzisti e gli alleati unionisti nordirlandesi del Dup, hanno già dichiarato di non condividere l’intesa raggiunta dalla May con i vertici Ue. Sono patti “che non soddisfano l’impegno preso dal governo alla Camera dei Comuni di ottenere cambiamenti legalmente vincolanti nell’accordo di recesso”, scrivono gli otto deputati, fra cui l’ex ministro conservatore per la Brexit, Dominic Raab, e il capogruppo del Dup, Nigel Dodds. Il voto sulla Brexit previsto ai Comuni per stasera e che ha ricevuto il parere legale dell’attorney generale del governo britannico, Geoffrey Cox, sembra dunque sempre più incerto.

Lo stesso Cox non ha mostrato un particolare apprezzamento perché a suo avviso le intese allegate all’accordo sulla Brexit, raggiunte ieri da Theresa May, sono sì “legalmente vincolanti” e “riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente” nel meccanismo del backstop. Ma non cancellano del tutto un “rischio legale” che di fatto “resta invariato” nell’ipotesi di “differenze irreconciliabili” nel negoziato con l’Ue sulle relazioni future.

Nel frattempo il leader laburista Jeremy Corbin ha annunciato che voterà nuovamente contro l’intesa raggiunta con l’Ue dalla May. Secondo Corbin infatti non garantiscono “nessun cambiamento” sostanziale e il primo ministro “ha fallito” nel portare a casa “gli obiettivi” che esso stesso si era prefisso sul backstop irlandese. Di conseguenza, sempre secondo il leader dell’opposizione britannica, “questo accordo non dà un livello sufficiente di certezze al Paese” ed è figlio del “caos” tutto interno alla maggioranza di governo.

Eugenio Palazzini

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