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Roma, 28 apr – Colpo ai brigatisti rossi in Francia. L’Eliseo ha annunciato un’operazione che ha portato all’arresto di sette ex membri delle Brigate Rosse a Parigi, su richiesta dell’Italia. Un blitz condotto dall’Antiterrorismo della polizia nazional francese (Sdat), in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, l’Antiterrorismo della polizia italiana e l’esperto per la sicurezza della polizia italiana a Parigi. I sette brigatisti arrestati nella capitale francese sono tutti accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni Settanta e Ottanta.

Brigate Rosse, tre ex membri in fuga 

Altri tre brigatisti sono però in fuga e dunque al momento ricercati dalla polizia.
Come riportato dai media francesi, la decisione di trasmettere alla Procura della Repubblica i dieci nomi degli ex brigatisti rossi, su 200 persone che l’Italia richiede da anni alla Francia, è stata presa direttamente dal presidente transalpino Emmanuel Macron. Una decisione che “è strettamente in linea con la dottrina Mitterrand” di concedere asilo agli ex-brigatisti tranne che per crimini di sangue, fa sapere l’Eliseo.

La richiesta della Cartabia alla Francia

Ricordiamo che lo scorso 8 aprile il ministro Marta Cartabia ha richiesto al governo di Parigi di assicurare alla giustizia italiana i membri delle Brigate Rosse ancora a piede libero in territorio francese. Durante una videoconferenza con l’omologo transalpino Eric Dupond-Moretti, la Cartabia ha infatti fatto presente la necessità “massima attenzione e la pressante richiesta delle autorità italiane affinché gli autori degli attentati delle Brigate Rosse possano essere assicurati alla giustizia”. Non è la prima volta che l’Italia si appella alla Francia sugli ex brigatisti, è anzi un appello che torna ciclicamente.

Stavolta evidentemente la richiesta è stata accolta da Macron. Resta da capire qual è stata, se c’è stata, la carta giocata dalla Cartabia per convincere il governo francese. Il quotidiano Le Figaro, nel commentare l’incontro tra ministri, scriveva peraltro che l’estrdizione degli ex membri delle Brigate Rosse residenti in Francia non era considerata una priorità dalle autorità di Parigi.

Alessandro Della Guglia

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