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Roma, 28 apr – Il coprifuoco sarà rivisto a metà maggio: la Lega rientra nei ranghi e alla Camera vota con le altre forze di maggioranza un ordine del giorno che prevede un “tagliando” della restrizione in base a contagi e numero di vaccinati. Respinto invece l’Odg di Fratelli d’Italia che impegnava il governo “a disporre, nei provvedimenti di prossima emanazione, l’abolizione del coprifuoco”. Il Carroccio esulta e cerca di intestare la “vittoria” al centrodestra di governo ma in verità si arrende: chiedeva l’abolizione del coprifuoco.



La maggioranza impegna il governo a rivedere il coprifuoco a metà maggio

La maggioranza, si legge nel documento condiviso, impegna il governo a valutare a maggio, “sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese” con l’ultimo decreto sulle riaperture. “Anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”, ossia l’orario del coprifuoco, ora fissato dalle 22 alle 5. L’ordine del giorno è stato scritto con particolare attenzione ai termini utilizzati per non scontentare né gli aperturisti (Lega, Forza Italia, Italia Viva) né i rigoristi (Pd, M5S, LeU).

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Salvini si accontenta e intesta la “vittoria” al centrodestra di governo

Alla fine Matteo Salvini, che di fatto si è accontentato di un compromesso al ribasso, esprime soddisfazione per “una scelta comune che fino a ieri sembrava impossibile, invece ci abbiamo messo tutta la buona volontà”. Anzi, fa di più, si intesta – tra le critiche del Pd – la “vittoria” al centrodestra di governo. “Grazie all’impegno di Lega e Forza Italia, il governo ha accettato di rivedere la posizione sul coprifuoco“. In verità di fatto, anche senza l’Odg di ieri, il premier Draghi aveva già acconsentito a rivedere la restrizione in corso d’opera, prima dello scadere del decreto.

Meloni all’attacco: “Coprifuoco illegittimo e inutile, devasta le imprese e massacrerà il turismo, va abolito”

Non si smuove dalla sua posizione FdI, che rifiuta di riformulare il suo Odg sulla base del testo proposto dalla maggioranza. “Il coprifuoco – va all’attacco Giorgia Meloni – è una misura illegittima, inutile, devasta le imprese e massacrerà il turismo. Chiediamo che venga abolito e non accetto la riformulazione”. L’Aula quindi respinge il documento di Fratelli d’Italia con 48 favorevoli, 233 contrari e 8 astenuti. Mentre FI e Lega non hanno votato, scatenando le critiche di Pd e M5S.

Renzi si schiera con gli aperturisti: “Coprifuoco non ha senso, privatamente lo dicono tutti”

Intanto anche Matteo Renzi si schiera con gli aperturisti. “E’ ovvio – secondo il leader di Italia Viva – che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni andrà tolto o l’orario prolungato“. Per l’ex premier, “regalare questa battaglia a Salvini, a mio giudizio, è un errore politico di quelle forze di maggioranza che, sognando, immaginano un Papeete 2. Pensano, cioè, che – provocandolo sul coprifuoco – Salvini cada nel tranello e reagisca d’impulso, uscendo dalla maggioranza. Ma Salvini non ci pensa neppure, la lezione dell’estate 2019 gli è bastata e avanzata“. Sulla stessa linea il senatore Pd Andrea Marcucci. “Sono – afferma – ampiamente favorevole a mitigare e poi a superare il coprifuoco, a partire da metà maggio sulla base dei dati epidemiologici. Non vogliamo tenere l’Italia chiusa, per questo non servono le strumentalizzazioni di Salvini“.

Tutto dipende da contagi e vaccinati

Il leader leghista, dal canto suo, chiarisce che quella sul coprifuoco “non è una battaglia partitica. Lo stesso Draghi mi ha detto che se cambiano i numeri si apre“. E’ proprio quello dei “numeri” il punto chiave. A maggio – un primo check ci sarà tra il 10 e il 14 – si valuterà con molta attenzione se le riaperture del 26 aprile hanno avuto un effetto sulla curva dei contagi. Nelle prossime due settimane dovrebbe crescere anche il numero dei vaccinati. Se dunque i numeri saranno buoni, il governo interverrà sull’odiosa e odiata restrizione.

In ogni caso, l’accordo sull’Odg di ieri non placa le tensioni nella maggioranza. Sul fronte del centrodestra infine, dopo la battaglia a colpi di Odg si allarga la frattura fra Lega e FI da una parte e FdI dall’altra.

Adolfo Spezzaferro

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