Roma, 17 mag – Durante il nazismo “trattammo bene i lavoratori forzati, erano pagati quanto i tedeschi”. Quanto dichiarato alla Bild tre giorni fa da Verena Bahlsen, ereditiera del colosso alimentare tedesco, ha scatenato una ridda di polemiche in Germania. L’azienda, nel periodo tra il 1943 e il 1945, impiegò più o meno 200 lavoratori forzati. La Bahlsen per questa vicenda venne processata ma finì tutto in prescrizione. Dopo l’uscita dell’ereditiera si sono riaccese vecchie polemiche, con il segretario generale della Spd che ha attaccato duramente: “Uno che eredita una tale ricchezza, eredita anche la responsabilità e non dovrebbe essere così arrogante”.

Eppure Verena Balhsen non è nuova ad affermazioni piuttosto forti:  “Ebbene sì, sono capitalista – ha affermato qualche giorno fa durante una conferenza – Mi appartiene un quarto di Bahlsen. Voglio guadagnare soldi e comprarmi degli yacht“. Inevitabile la bufera, con lo Spiegel che ha effettuato una ricerca approfondita sull’impero dei biscotti. Secondo quanto rivelato dal quotidiano tedesco, la famiglia Bahlsen di Hannover fu profondamente convinta dell’adesione al nazionalsocialismo.

Nazisti convinti


I tre fratelli che erano nel consiglio di amministrazione, erano anche membri del partito. E il fratello maggiore, Hans, fu un nazista della prima ora. Non soltanto, lo stesso Hans Bahlsen si arruolò nelle SS nel maggio del 1933, per poi dare le dimissioni un anno dopo. Con gli altri due fratelli continuò però a sostenere l’organizzazione militare di Himmler. Sono passati decenni da quei fatti e i biscotti della Bahlsen sono tra i più famosi e venduti del mondo. Le polemiche però, quando si toccano certi temi, sono destinate a infuriare.

Eugenio Palazzini

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4 Commenti

  1. PURE IO SONO UN NAZISTA CONVINTO! SOLO CHE AL POSTO DEGLI EBREI CHE NON C’ENTRANO NIENTE, TUTTI I FROCI I COMPAGNI E LE FEMMINISTE LI BRUCEREI ALL’ISTANTE!

  2. Credo che i signori Bahlsen avessero le idee poco chiare perché o sei capitalista o sei nazional- socialista: sono due cose antitetiche. Sembra piuttosto che fossero nazional-socialisti di facciata: andiamo in giro con le bandierine a svastica così nessuno ci rompe i coglioni, ecc, ecc. Un po’ come oggi siamo pieni di imprenditori miliardari che fanno finta di essere socialisti perché conviene, e siamo pieni di centri sociali pieni di poveri cretini figli di papà. Non dobbiamo mai dimenticare che il liberismo è talmente subdolo che rinnega se stesso pur di continuare a devastare l’umanità.

  3. La parola: “nazista” non mi piace. È una contrazione spregiativa in puro stile tipicamente anglogiudaicoamericano. Preferisco il termine, aderenziale e desemplicizzato, di: NAZIONALSOCIALISMO.

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