Melbourne, 24 apr – Il femminismo fa male agli affari. Handsome Her, una caffetteria di ispirazione vegan e femminista situata nel centro di Melbourne, Australia, le cui “gesta” fecero il giro del mondo quando la proprietaria decise di applicare una maggiorazione del 18% sulle consumazioni degli uomini, ha dato il triste — si fa per dire — annuncio che chiuderà i battenti questo 28 aprile. La colpa, chiaramente, è da ascrivere al patriarcato e alla mascolinità tossica: a quanto pare, le cattive recensioni fioccate da tutto il mondo per protestare contro la “man tax” (tassa sulla mascolinità) hanno fatto una cattiva pubblicità all’esercizio commerciale. A tal punto da essere evitato come la peste dai turisti e da chiunque fosse nuovo della città.

“L’idea della ‘tassa’ ha fatto impazzire la Rete: non pensavamo che questa trovata fosse così estremista come la si è dipinta, eppure il mondo ha risposto in modo inequivocabile, mostrandoci quanto è fragile la mascolinità”. Gli uomini, cioè, avrebbero dovuto accettare senza fiatare la maggiorazione di prezzo basata semplicemente sul genere. Ma a tal proposito ci viene da pensare che se, come impongono i dogmi liberal, il genere è un costrutto sociale, può un uomo prima di entrare nel bar decidere di sentirsi donna, ed evitare così la man tax? Chi stabilisce chi è un uomo, e come? “Quando inizialmente abbiamo aperto la caffetteria, nel 2017, ci aspettavamo che le nostre iniziative avrebbero generato un dibattito costruttivo sull’ oppressione maschile e sulla disuguaglianza tra uomo e donna”. In realtà, persino nella stessa comunità Lgbt di Melbourne c’è chi ha iniziato a boicottare il caffè per questa presa di posizione troppo radicale. Anche loro verranno accusati di mascolinità tossica?

Cristina Gauri

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  1. Comunque,leggendo quello che nella foto della lavagna sta scritto,il discorso é un pó meno sommario di quello descritto nell’articolo. Uno ha la libertá di fare un locale come gli/le pare. Questa voleva un locale per donne. Uno puó al massimo dire che economicamente potrebbe penalizzarsi perché molti che vogliono stare in compagnia e hanno compagnia mista,evitano un posto dove a qualcuno tocca pagar di piú.Ma non é cosi scontato. Il fatto piuttosto é che,come dice la scritta sulla lavagna, gli uomini percepiscono salari piú alti e la ‘man tax’ é applicata in dispetto a questo.Quindi,per logica,una donna paga giá piú di un uomo per un caffé e questa man tax non é cosí inopportuna,non quanto un salario differenziato in base al sesso del lavoratore.Problematica di spessore purtroppo. Inoltre,i soldi ricavati da questa ‘tassa’ era devoluta in beneficienza ad enti che si prendono cura di problematiche femminili. Quindi riasumendo,dire che uno potrebbe entarre nel bar sostenendo di non identificarsi come uomo ma come donna é una frase di pura ignoranza,se non altro ignoranza della notizia di cui si sta parlando. Ebbene,in genere non sono per la supremazia della donna sull’uomo e pressapochismi di qualunque tipo,ma stavolta é proprio vero che ‘this is a man’s world’…

    • Vuoi venire a vedere la mia busta paga? Oppure il mio cud? Lavoro anche 10 ore al giorno, con straordinari non pagati, eppure ritengo che il mio inquadramento aziendale, tantomeno il mio stipendio, siano adeguati alle mansioni che svolgo.
      Infatti questa storia degli uomini più retribuiti delle donne è una fesseria femminista. Dipende dal tipo di contratto e dall’ inquadramento aziendale.
      Il caffè dovrebbero offrirmelo le donne dirigenti, visto che prendono decisamente più di me!

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