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Parigi, 10 feb – All’udienza del 25 novembre scorso davanti al tribunale penale di Parigi, Renaud Camus sotto accusa per razzismo ha detto del suo tweet “incriminato”: “Era solo uno scherzo”. Questo non è bastato, perché il famoso scrittore, teorico del concetto della Grande sostituzione, era finito sul banco degli imputati per “pubblica offesa a un gruppo di persone a causa della loro origine o della loro appartenenza a un gruppo etnico, una nazione, una razza o una religione”. Adesso, però, è stato definitivamente scagionato.

Camus, il tweet e il “razzismo”

Il tweet di Camus, pomo della discordia risalente al febbraio 2019, recitava così: “Una scatola di profilattici offerti in Africa significa tre annegati in meno nel Mediterraneo, centomila euro di risparmio per il welfare francese, due celle libere in più nelle prigioni e  tre centimetri di ghiacciai salvi”. Ovviamente, associazioni antirazziste, contro l’antisemitismo e chi più ne ha più ne metta sono insorte. Ma ciò non è bastato: un account Twitter tenuto dai parenti dello scrittore ha annunciato la sua assoluzione oggi, mercoledì 10 febbraio 2021.

Nel tweet “né insulti né istigazione all’odio”

Il legale di Camus, Me Rimokh, aveva giudicato il tweet dello scrittore come “umoristico e leggermente caricaturale” durante il processo.  Secondo il racconto dei parenti di Camus, il suo appello sarebbe stato accolto con favore dal presidente del tribunale durante la pronuncia della sentenza, il quale ha ritenuto, infatti, che il tweet non contenesse né “insulti né istigazione all’odio”. Secondo Le Monde, però, questa non era l’opinione del procuratore, che lo scorso novembre aveva chiesto quattro mesi di carcere con la condizionale e 5mila euro di multa per lo scrittore ultrasettantenne.

Le controversie legali del “razzista” Camus

Camus non è nuovo a controversie legali originate dalle sue opinioni controcorrente, accusate di razzismo: a gennaio di quest’anno era stato condannato a due mesi di prigione con la condizionale e a risarcire con 1.800 euro ciascuna delle due associazioni antirazziste costituitesi parti civili (Sos Racisme e la Licra) a causa di un discorso pronunciato il 9 novembre 2017 in cui aveva detto che “l’immigrazione è divenuta invasione” da parte di “popoli ostili, vendicativi, carichi d’odio e conquistatori”. Yann Moix, conduttore e presentatore, era stato poco tempo prima assolto anche se, molto democraticamente, nel 2017 aveva definito in tv Camus come “abbastanza antisemita”. Lo scrittore lo aveva per questo querelato ma i giudici hanno stabilito che Moix stava riferendo “un giudizio di valore sulla personalità” di Camus. Due pesi due misure, anche in Francia.

Ilaria Paoletti

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