Roma, 10 feb – La Libia è sempre una polveriera e l’attentato di stamani lo ricorda anche ai più distratti. L’auto del premier Abdulhamid al-Dbeibah è stata assaltata da un gruppo di uomini armati e crivellata di colpi. Il primo ministro, illeso, è riuscito a fuggire. E’ quanto riferito dalla Reuters che cita una fonte vicina al governo di Tripoli. Stando inoltre a quanto specificato da al Arabiya, che cita l’emittente Al-Hadath, il gruppo armato avrebbe teso l’imboscata al premier mentre stava rientrando nella sua abitazione e avrebbero chiaramente sparato per ucciderlo.

Libia, attentato al premier: oggi parlamento al voto

Proprio oggi il parlamento di Tobruk è chiamato al voto per la nomina di un successore di al-Dbeibah, un momento cruciale per la politica della martoriata nazione nordafricana che dovrebbe garantire un passaggio di consegne indolore. Non sarà purtroppo così, perché in Libia permane una tensione altissima, con il territorio nazionale che resta spaccato, diviso in più parti e conteso da diverse fazioni. Il nuovo primo ministro dovrebbe essere comunque l’ex ministro dell’Interno Fathi Bashagha. Quest’ultimo a quel punto avrà una settimana di tempo per formare un nuovo esecutivo, che dovrà poi essere sottoposto al voto di fiducia. Partirebbero allora 14 mesi, entro i quali si dovrebbe arrivare ad elezioni.

Caos e tensione crescente

Una situazione senza alcun dubbio complicatissima. E come se non bastasse c’è un altro grosso problema: l’attuale premier al-Dbeibah – sfiduciato nelle scorse settimane da Tobrukn- non intende dimettersi e ha chiesto lo scioglimento del parlamento di Tobruk. “Continuerò a lavorare fino a quando il potere non verrà trasferito a un’autorità eletta” a giugno, ha detto in un discorso televisivo lo scorso martedì. E’ in atto insomma l’ennesimo scontro di potere che potrebbe generare ulteriori tensioni tra le milizie che si contendono il territorio libico.

Eugenio Palazzini

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