Roma, 8 apr – Stati Uniti e Regno Unito “sembrano volere fortemente la continuazione del conflitto fino a quando Putin non ci lascia le penne: vogliono la fine dello zar russo, non la fine della guerra”. Toni Capuozzo, storico reporter di guerra, sospetta che nei piani di Washington e Londra il conflitto in Ucraina deve durare ancora a lungo.

Capuozzo: “Fine della guerra? Non per la Nato”

Intervistato da Il Sussidiario, Capuozzo spiega perché a suo avviso questa terribile prospettiva va considerata attentamente: “Una guerra lunga è proprio quello che vuole la Nato e lo scenario è plausibile se tutti gli alleati si comporteranno come soldatini ordinati. Lo stesso Stoltenberg ha riportato le sorti della guerra alla casella iniziale: riproponendo le porte aperte all’adesione di Kiev alla Nato, non fa altro che rilanciare l’invito a continuare il conflitto. Il mio auspicio è che l’Europa ritrovi un po’ di buon senso”.

Lo spazio per i negoziati sembra però sempre più ridotto, anche alla luce della mancata volontà dei principali attori internazionali di sedersi al tavolo per trattare un immediato cessate il fuoco. A perseguire davvero la via diplomatica, nonostante tutto, pare siano rimaste soltanto Turchia e Ungheria. “Chiunque tenti qualcosa è benvenuto, anche se Erdogan e Orban non mi sembrano campioni della democrazia. Anche perché i campioni della democrazia sono impegnati a comminare sanzioni e a mandare armi…”, afferma Capuozzo.

“C’è più spazio per le trattative da parte russa, se son vere le bastonate che hanno preso e visto che ormai controllano tutta la costa del Mar d’Azov in continuità con la Crimea. È una situazione che potrebbe assomigliare a qualcosa di soddisfacente per Mosca”, dice Capuozzo. “Ma temo che a Zelensky non vada bene, per lui l’integrità territoriale dell’Ucraina non può essere minimamente messa in dubbio”, specifica l’inviato di guerra.

Le sanzioni? “Fanno più male ai sanzionatori”

Poi Capuozzo spiega anche perché, dal suo punto di vista, le sanzioni imposte alla Russia rischiano di trasformarsi in un boomerang. “Credo che queste sanzioni siano un caso piuttosto raro: fanno più male ai sanzionatori che ai sanzionati. Oltre tutto la Russia è un paese pachidermico, ha la capacità di affrontare le restrizioni molto più di noi, abituati al felice consumismo occidentale. I russi campano su un’economia chiusa, stagnante, di sussistenza. Noi soffriremo per le carenze di grano o dei fertilizzanti, loro sono più autarchici e per certi aspetti più invulnerabili alle sanzioni”.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. È molto probabile che Capuozzo abbia ragione, in effetti gli anglosassoni che hanno sempre perseguito scopi diversi da quelli europei, non vogliono la fine della guerra, usando per il suo prolungamento i più subdoli espedienti, come hanno sempre fatto nel corso della storia recente. Questa potrebbe essere l’occasione per l’Europa per prendere decisioni autonome ed affermarsi finalmente come entità politica. L’antico continente sarà capace di voltare una volta per sempre le spalle agli americani e agli inglesi?

  2. Il collaborazionismo Putiniano alligna in Italia nella destra fascista (purtroppo in Italia la destra o è fascista o non è) dei varii “Capuozzi”, che hanno fatto la loro fortuna con le guerre ideologiche da posizioni fasciste: la responsabilità della guerra e dello sterminio degli ebrei era di Hitler, i crimini di guerra di oggi cadon sotto il nome di Putin, tutto il resto è propaganda della destra italiana, razzista, terrapiattista e no vax (tutti insieme si). Aldo da Napoli

  3. Aldo, porti il nome di mio padre…, oltrettutto ho nonno targato Na. Conosco di vista Capuozzo, so dove abita e non mi pare proprio che ha fatto fortuna !
    Ti auguro di non finire mai sotto i macellai umani che esistono in democrazia e in anti-democrazia, nascosti tra i fascisti e gli antifascisti, tra ebrei e non ebrei, tra i microbi e certi pseudo-vaccini, a dx e sx, in cielo, in terra e in mare, specialmente, comunque, dove ci sono, incontrollati, ignoranti che si credono liberi come tè. Leggiti Musica per lupi di Dario Fertilio e poi, se vuoi, ne riparliamo… di certe libertà. Se lo leggi bene di tremeranno i polsi! E starai forse più attento a scrivere.

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