Roma, 7 apr – “Nuclear it’s coming home”, letteralmente “il nucleare sta tornando a casa“. E’ lo slogan scelto dal premier britannico Boris Johnson nel suo video messaggio per ufficializzare la “nuova strategia energetica” del Regno Unito. Un motto copiato dal motivetto utilizzato dalla nazione inglese agli Europei di calcio e in quanto tale rivedibile, se non altro perché rivelatosi piuttosto sfortunato (per loro).

 

Regno Unito, così Johnson punta sul nucleare

Facile ironia a parte, quel che conta è senza dubbio il piano di Londra per contrastare il caro bollette e raggiungere l’indipendenza energetica, adesso che l’impennata globale dei prezzi rischia di travolgere anche una nazione fuoriuscita dall’Europa. La strategia britannica era stata più volte annunciata, ma sempre rinviata a causa della differenza di vedute in seno al Consiglio dei ministri su come finanziarla. Johnson ora ha però trovato il modo di accelerare per evitare ulteriori aggravamenti causati dalla guerra in Ucraina e soprattutto dalle sanzioni imposte alla Russia.

Il premier britannico sostiene che l’aumento del costo degli idrocarburi sia imputabile agli effetti “dell’aggressione di Vladimir Putin” e ha ribadito l’impegno del suo governo a un piano immediato da 9 miliardi di sterline di sussidi, destinati a sostenere le famiglie meno abbienti alle prese con l’incremento di luce e gas. L’opposizione laburista giudica la cifra stanziata insufficiente, ma Johnson tira dritto. Dopo aver confermato la sua volontà di rilanciare le residue riserve nazionali di idrocarburi del Mare del Nord, almeno nell’attuale fase di transizione, il primo ministro ha fatto presente che intende espandere la rete di impianti nucleari nel Paese.

Un reattore all’anno

La Gran Bretagna passerebbe di conseguenza al limite precedentemente imposto di “un nuovo reattore ogni 10 anni, a un nuovo reattore all’anno”. Per l’esattezza Johnson conta di costruire 7 centrali in più entro il 2050. “Questo governo è deciso” a reintrodurre i piani “accantonati” dai governi laburisti su spinta degli ambientalisti, ha detto il premier Tory, per “garantire un’energia pulita e sicura alla popolazione britannica e alle generazioni future”.

Eugenio Palazzini

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