Roma, 23 mar – Via libera dell’Ue agli aiuti di Stato fino a due milioni per azienda per sostenere le imprese e i settori più colpiti dal caro energia, con prezzi alle stelle a causa della guerra in Ucraina. “Dobbiamo mitigare l’impatto economico di questa guerra e sostenere aziende e settori gravemente colpiti. E dobbiamo agire in modo coordinato. La Commissione consentirà agli Stati membri di utilizzare la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per far fronte a questa situazione senza precedenti, proteggendo nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico”. Lo dichiara la vicepresidente Ue, Margrethe Vestager.

Economia di guerra: sì dell’Ue agli aiuti di Stato per le imprese

Bruxelles entra dunque nella logica dell’economia di guerra e di misure adeguate al quadro di crisi globale. “Il sostegno temporaneo potrebbe alleviare aumenti eccezionalmente gravi del prezzo del gas naturale e dell’elettricità, che le imprese potrebbero non essere in grado di trasferire o adattarsi a breve termine”. E’ quanto si legge nel documento della Commissione Ue. “Ciò potrebbe mitigare le conseguenze per le imprese e aiutarle a far fronte al forte aumento dei costi conseguente all’attuale crisi. Nonché ridurre la pressione inflazionistica derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia. Un ulteriore sostegno può essere giustificato per consentire il proseguimento dell’attività delle imprese ad alta intensità energetica”, spiega ancora Bruxelles. 

Ecco come funzionano gli aiuti contro il caro energia

“I costi ammissibili nell’ambito di questa misura sono calcolati sulla base dell’aumento dei costi del gas e dell’elettricità legati all’aggressione russa contro l’Ucraina”, precisa Bruxelles. Nel dettaglio, il costo ammissibile è il prodotto del numero di unità di gas naturale ed elettricità acquistate dall’impresa da fornitori esterni in qualità di consumatore finale. In un periodo compreso tra il primo febbraio 2022 e il 31 dicembre 2022 al più tardi e un determinato aumento del prezzo che l’impresa paga per unità consumata. Tale aumento di prezzo – spiega la Commissione – è calcolato come differenza tra il prezzo unitario pagato dall’impresa in un determinato mese nel periodo ammissibile e il doppio (200%) del prezzo unitario pagato dall’impresa in media per il periodo di riferimento da 1 gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2021. 

In ogni caso, l’aiuto complessivo per impresa non supera il 30% dei costi ammissibili fino a un massimo di due milioni di euro in un dato momento, sottolinea la Commissione. Per i settori dell‘agricoltura primaria, della pesca e dell’acquacoltura invece la soglia è di 35mila euro.

Ecco tutti i modi per dare i soldi alle imprese

Altra indicazione da Bruxelles, “l’aiuto può essere concesso sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali e di pagamento. O altre forme quali anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti e capitale. A condizione che il valore nominale totale di tali misure non superi il massimale complessivo di 400mila euro per impresa”. E “dev’essere concesso entro e non oltre il 31 dicembre 2022”, si legge ancora nel documento Ue.

Livello minimo di stoccaggio del gas fissato all’80% per il prossimo inverno

Infine, per restare sul piano dell’economia di guerra e con un occhio alle ricadute a lungo termine, la Commissione presenta una proposta legislativa che introduce un livello minimo di stoccaggio del gas. Fissato all’80% per il prossimo inverno, da raggiungere entro il 1 novembre 2022. Questo per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, che sale al 90% per i successivi anni.

Ludovica Colli

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1 commento

  1. […] Gli aiuti sono pochi e insufficienti, i prezzi salgono, l’economia rischia di crollare, questa è la sintesi. Senza contare la mazzata già inferta dalla gestione del Covid. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, concentrata sul Rapporto Opie 2020-2021, si stima proprio che siano 4 milioni i nuclei di famiglie in difficoltà. Gruppi che fanno ormai fatica a procurarsi anche il minimo dei beni e dei servizi essenziali. Gruppi che faticano a stare dietro ai costi per riscaldamento, illuminazione, e via discorrendo. Non è tutto, perché la crescita vertiginosa dei prezzi ha portato in soli sei mesi gli italiani a spendere oltre 9 miliardi di euro in più, solo per rifornire le proprie automobili. […]

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