Roma, 12 gen — Il principe Andrea, duca di York, coinvolto nello scandalo sessuale connesso alla frequentazione del defunto miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, andrà a processo negli Stati Uniti. Un giudice statunitense ha respinto la richiesta di archiviazione della causa civile per abusi sessuali intentata dall’accusatrice del duca di York, Virginia Giuffre.

Il principe Andrea dovrà andare a processo negli Usa

La donna aveva puntato più volte il dito verso Jeffrey Epstein, il defunto miliardario molestatore sessuale morto in carcere in circostanze poco chiare, e la fidanzata di lui, Ghislaine Maxwell, recentemente condannata per traffico sessuale, accusandoli di averla costretta ad avere rapporte sessuale con il principe Andrea quando aveva 17 anni. Da qui la decisione della Giuffre di intentare una causa civile contro il duca, il 9 agosto dello scorso anno. Nel procedere con la causa si fa riferimento a una legge dello Stato di New York che offre una finestra temporale per citare in giudizio le vittime di abusi sessuali infantili, anche se per i presunti crimini sono scaduti i termini di prescrizione.

Nella denuncia civile Virginia Giuffé sostiene che il principe l’avrebbe «aggredita sessualmente» tre volte nel 2001 a Londra, New York e nelle Isole Vergini americane, residenze di Jeffrey Epstein. Secondo l’accusa il miliardario avrebbe letteralmente «prestato» la 17enne al duca perché lui ne abusasse. E del resto, alcune foto già da tempo pubblicate sui tabloid ritraggono il principe Andrea con Giuffre, allora minorenne.

Nessun commento da Buckingham palace

Il principe Andrea ha sempre respinto le accuse, negando ogni implicazione. I legali ritenevano di poter sfuggire alla giustizia grazie a un accordo siglato nel 2009 tra Epstein e la Giuffré, secondo la quale la donna aveva promesso di non perseguire Epstein, né «altri potenziali imputati». Il processo andrà invece avanti. Per fare fronte alle spese processuali, il principe Andrea ha messo in vendita il suo lussuoso chalet in Svizzera. No comment da Buckingham Palace. «Non commentiamo una vicenda legale in corso», è stato l’imbarazzato responso del portavoce della Famiglia reale.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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