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Roma, 8 apr – Tra gli innumerevoli effetti causati dal lockdown globale per il contenimento della pandemia di coronavirus si registra, in tutto il mondo, la carenza di preservativi. Le misure di contenimento varate dai governi hanno di fatto costretto alla chiusura temporanea numerose industrie legate alla produzione di dispositivi di contraccezione maschile.

L’allarme, sostenuto anche dall’Onu, è stato lanciato per primo dalla Karex, la più grande azienda – con sede in Malesia – produttrice di profilattici al mondo, con una produzione annua di oltre cinque miliardi di pezzi, circa il 20% del mercato mondiale dei condom. Goh Miah Kiat, direttore esecutivo della Karex, ha dichiarato: “Il mondo affronterà senza dubbio una carenza di preservativi. Anche mentre combattiamo il Covid-19, ci sono altre questioni che dobbiamo esaminare”.

L’azienda ha chiuso forzatamente i battenti per due settimane, in ossequio alle misure di contenimento del virus dettate dal governo malese: ora i cicli produttivi sono ricominciati, dopo aver ottenuto la qualifica di compagnia fornitrice di prodotti sanitari essenziali. Purtroppo, lo stop forzato di 14 giorni ha ridotto della metà la capacità produttiva, per un deficit di 200 milioni di profilattici in meno da immettere sul mercato mondiale. Una cifra decisamente rilevante, a tal punto che le Nazioni unite si sono viste costrette a lanciare l’allarme – si pensi infatti a regioni del globo in via di sviluppo come l’Africa, letteralmente piagate da Aids e malattie infettive e per cui il preservativo risulta fondamentale nel contrasto di tali epidemie.
La flessione produttiva, inoltre, non ha interessato solo la Karex ma anche il resto dei produttori mondiali di profilattici in commercio, che da un lato devono sottostare alle misure di contenimento e dall’altro devono affrontare le problematiche relative al trasporto della merce. Dalla Durex arriva invece la rassicurazione: i suoi prodotti, in particolar modo i preservativi, seguiteranno ad essere prodotti e distribuiti su larga scala nonostante l’emergenza coronavirus, grazie al ciclo continuo di produzione “per continuare a tenere alta la guardia della prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili“.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Aprite le frontiere.
    Aprite i porti.
    Aprite a tutti le porte delle vostre case.
    Abbattete i muri.

    • possiamo cominciare con i muri di casa tua….o sono sempre quelli degli altri i “muri da abbattere” ?