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Roma, 5 ott – La Namibia sta attraversando un momento difficile, con la siccità che sta danneggiando l’agricoltura e altri settori trainanti, quali costruzioni e miniere, anch’essi in crisi. Questo sta avendo effetti sulla crescita economica, che continua ad essere negativa: una situazione che non fa che aggravare il problema della povertà che resta ancora alta.

Namibia centro logistico

Se nel breve termine il governo sta cercando di creare stimoli economici per il medio e lungo termine, la strada che sta seguendo è quella di trasformare la Namibia in un centro logistico. Alla base di questo piano sta il fatto che la Namibia, col suo sbocco al mare, può offrire a Paesi confinanti quali Botswana e Zambia la possibilità di esportare le loro merci facilmente senza che questi possano essere penalizzati dal fatto che non hanno accesso a vie marittime.
A tale proposito il governo ha iniziato a varare un piano per l’ammodernamento di infrastrutture strategiche tra i quali spiccano l’autostrada che collega il porto di Walvis Bay col Botswana e la costruzione dell’autostrada che collega la capitale Windhoek con Okahandja e l’ammodernamento di altre cinque arterie viarie sempre nel corridoio di Walvis Bay. Inoltre si sta procedendo all’ammodernamento di parte della rete ferroviaria, progettando l’estensione della stessa sia al Botswana che allo Zambia, così da permettere a questi Paesi di avere accesso diretto allo scalo di Walvis Bay.
Un porto, quello di Walvis Bay, in cui di recente è stato inaugurato un nuovo terminal realizzato con capitali cinesi che permetterà di aumentare enormemente la capacità delle merci che possono essere scaricate e caricate.
L’investimento in logistica è cruciale per la Namibia visto che ha la capacità di contribuire a quasi il 5% del Pil, senza contare gli effetti benefici per gli altri paesi che non hanno accesso al mare. Con questa mossa la Namibia ha fatto un grosso passo nella giusta direzione e dimostrato che anche le nazioni africane possono intraprendere la strada per lo sviluppo se esiste la volontà politica di farlo.
Giuseppe De Santis

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1 commento

  1. Ecco quali sono i porti da “aprire” alle ONG. I cittadini della Namibia saranno più che lieti, ne sono certo, di accogliere a braccia aperte i propri “fratelli” per salvarli dal razzismo conclamato che alligna dalle nostre parti. Per parte loro, i vertici delle ONG e le loro manovalanze non perderanno occasione di apportare il massimo beneficio a quei poveracci che, smarrita la strada, naufragano nelle acque ostili del Mediterraneo. Il sincero spirito umanitario che anima i volontari sulle navi di soccorso non può trovare terreno migliore per far maturare i propri frutti salvifici. Forza!

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