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Trieste, 5 ott – Alejandro Augusto Stephan Meran, 29 anni, immigrato regolare di origini dominicane, accusato di aver ucciso ieri pomeriggio due agenti della Questura di Trieste, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti. Ieri in tarda serata il magistrato di turno e il Procuratore, dopo che il primo in Questura aveva sentito il fratello Carlysle – a quanto pare non coinvolto negli omicidi -, hanno raggiunto l’indagato all’ospedale Cattinara per interrogarlo, ma quest’ultimo non ha risposto alle domande. I magistrati lo hanno dichiarato in stato di fermo.

In base alle ricostruzioni, Pierluigi Rotta, agente scelto, di 34 anni, e Matteo De Menego, agente semplice, di 30 anni, sono morti uccisi dai proiettili delle pistole in uso proprio alla polizia, caduti nei corridoi della Questura di Trieste. A sparare a quanto pare è stato Alejandro Meran, che gli stessi poliziotti avevano portato in Questura dopo un servizio avviato in seguito al furto di uno scooter. Ad un certo punto, Alejandro, che pare sarebbe affetto da difficoltà psichiche, chiede di poter andare in bagno e poi riesce a sottrarre la pistola all’agente che lo accompagna. Come abbia fatto sarà difficile ricostruirlo: non ci sono testimoni oculari e l’area non è coperta da telecamere. Dopo aver sparato al primo poliziotto, Meran si incammina verso l’uscita e si imbatte nel secondo agente. L’uomo spara ancora e quando il poliziotto cade in terra gli prende la pistola, strappandogli la fondina. A quel punto si avvicina l’uscita e ha un terzo conflitto a fuoco, con l’agente al corpo di guardia, che lo ferisce. Meran, sempre secondo le prime ricostruzioni, riesce comunque ad uscire dall’edificio e alla fine viene bloccato dagli uomini della squadra mobile.

Oggi a Trieste lutto cittadino

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha proclamato per oggi una giornata di lutto cittadino. Sugli edifici pubblici le bandiere saranno a mezz’asta e sono state cancellate le attività ludico-ricreative organizzate del Comune. L’ordinanza firmata da Dipiazza, inoltre, invita i concittadini a osservare un minuto di silenzio nei luoghi in cui sono in programma eventi pubblici di intrattenimento.

Conte: “Tragedia che ferisce lo Stato”

“La morte dei due agenti di Polizia uccisi nella sparatoria davanti alla Questura di Trieste suscita grande dolore. Questa tragedia ferisce lo Stato. A nome mio e del governo esprimo la commossa vicinanza ai familiari delle vittime e a tutto il corpo della Polizia di Stato”. Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte.

Salvini: “Nessuna pietà per gli assassini”

Per gli assassini, nessuna pietà. L’infame assassino dei due poliziotti della Questura di Trieste (anche se molti giornali e telegiornali non lo dicono) è uno straniero con ‘disagio psichico’. Che a nessuno venga in mente che questa sia un’attenuante! Quanta rabbia! Una preghiera e un pensiero per questi due ragazzi, Pierluigi e Matteo, un abbraccio commosso alle loro famiglie e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato. Non si può morire così”, è il commento su Facebook del leader della Lega Matteo Salvini.

La polemica sulle fondine

La tragedia di Trieste ha scatenato una polemica sulla dotazione degli agenti di Polizia. “Sono morti – è la voce che ripetono in tanti – perché avevano le fondine bianche, quelle di vecchio tipo, in cartone pressato, che si aprono facilmente. A uno dei due si è anche sganciata. Ci sono casi analoghi. È successo già a Trieste nel 2014, quando un 21enne rubò la pistola a un agente e si suicidò. Sono morti per pochi euro di fondina in meno. Regali dell’amministrazione”. Inoltre, nessuno dei due agenti morti aveva il correggiolo, “la cinghia di sicurezza (estensibile) per tenere agganciata l’arma al cinturone“. Insomma, a queste condizioni appare abbastanza semplice sottrarre l’arma agli agenti soprattutto in situazioni concitate. Ecco perché tutti i sindacati di Polizia, subito dopo la tragedia di Trieste, accusano lo Stato e le istituzioni di lasciare soli gli agenti, in balia di criminali “che si sentono impuniti”.

L’omaggio all’Altare della Patria

Decine di auto della polizia a sirene spiegate davanti l’Altare della Patria a Roma ieri sera hanno reso omaggio ai due agenti caduti a Trieste. Le volanti si sono ritrovate davanti al Milite Ignoto, con i poliziotti all’esterno delle auto per ricordare i colleghi.

Adolfo Spezzaferro

5 Commenti

  1. Chi accoglie questi pezzi di merda di negri e’ renzi comunisti boldrini e vaticano. quando succedono questi fatti di sangue pèer colpa vostra dovreste pagare di tasca vostra li mortacci vostra!!!!

  2. Non torna nulla, come è possibile che di punto in bianco un anonimo dominicano sappia usare pistole semiautomatiche e cominci a sparare, solo nei film! Come fa a prendere una pistola dalla fondina di un poliziotto, non è possibile, il gesto sarebbe subito bloccato! La madre del criminale mente e mente pure il fratello, questo era un attentato.

  3. Al paese mio lo chiamano torto’re, sarebbe un bel bastone grezzo con ancora la corteccia e gli spuntoni , due tortorate sulle ginocchia ogni 15 minuti , due calci in faccia ogni mezzora e se non parla impiccagione.Purtroppo quel grande benefattore preso per pazzo sett’anta anni fa’ aveva capito da dove sarebbe arrivato il male e voleva eliminare il problema alla radice ma venne ostacolato, e difatti guardate come ci ritroviamo bene.malati di mente procreeranno altri malati di mente.

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