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Roma, 18 gen – Altro che cinema. Altro The Terminal, celebre film di Steven Spielberg dove il protagonista – interpretato da Tom Hanks – rimane bloccato per mesi in aeroporto. Negli Stati Uniti un uomo ha vissuto sul serio per circa 90 giorni in un’area protetta dell’aeroporto internazionale di Chicago-O’Hare. Motivo? Era terrorizzato dal Covid, dunque aveva paura di volare.



Tre mesi nell’aeroporto di Chicago “per paura del Covid”

Il 36enne Aditya Singh lo ha confessato alla polizia che lo ha arrestato, con l’accusa di aver violato un’area riservata e di furto. Già perché nel frattempo evidentemente il 36enne era spaventato dal virus ma molto meno dalle forze dell’ordine. Tre mesi passati in aeroporto, in solitaria, prima di essere “pizzicato” sabato scorso quando due dipendenti della United Airlines si sono avvicinati a lui e gli hanno chiesto di identificarsi. A quel punto l’uomo ha abbassato la mascherina, forse in preda a un’improvvisa ventata di coraggio, e ha mostrato agli agenti un badge identificativo che portava al collo. Peccato che in realtà appartenesse a un responsabile che lo scorso 26 ottobre ne aveva denunciato lo smarrimento.

I due dipendenti della compagnia aerea non hanno abboccato e hanno chiamato il 911.
Alla polizia Singh ha dichiarato di aver trovato il badge in aeroporto, dove è stato aiutato dai passeggeri che negli ultimi tre mesi gli hanno offerto del cibo. Durante il processo, tenutosi domenica, il pubblico ministero ha spiegato meglio la vicenda. Il 36enne è arrivato all’aeroporto di Chicago il 19 ottobre con un volo da Los Angeles. Da quel giorno ha vissuto nella zona di sicurezza senza essere scoperto.

La condanna

“Quindi, se ho capito bene, mi sta dicendo che una persona non autorizzata ha vissuto in un’area considerata sicura del terminal dell’aeroporto O’Hare dal 19 ottobre 2020 al 16 gennaio 2021 e non è mai stato rilevato?”, ha chiesto comprensibilmente esterrefatta il giudice della Contea, Susana Ortiz. Risposta affermativa. Lo stesso giudice ha obbligato Singh a non rimettere piede in aeroporto e ha fissato una cauzione di 1000 dollari per il suo rilascio.

“Per il CDA non c’è priorità più alta della sicurezza e della protezione dei suoi aeroporti, garantita da una rete coordinata e multilivello con le forze dell’ordine. Anche se questo incidente rimane oggetto di inchiesta, siamo stati in grado di stabilire che questa persona non ha rappresentato un rischio per la sicurezza dell’aeroporto o del pubblico in transito. Continueremo a lavorare con i nostri partner delle forze dell’ordine per un’indagine approfondita su questa questione”. E’ quanto si legge nella nota rilasciata dal dipartimento dell’Aviazione di Chicago.

Eugenio Palazzini

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