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Doha, 23 giu – I Paesi arabi sunniti dettano le regole al Qatar per risolvere la crisi e far uscire l’emirato dall’isolamento. dal Kuwait, che fa da mediatore, è arrivata a Doha una lista in 13 punti contenente i requisiti che possono ristabilire gli equilibri diplomatici nel Golfo. Tempo massimo per soddisfare le richieste: 10 giorni.



Tra le richieste principali c’è quella di chiudere AlJazeera, la tv qatariota che dall’11 settembre è diventata il network di informazione di riferimento per le questioni arabe. Anche nella sua versione inglese, perché l’emittente viene considerata, specialmente dall’Egitto, il megafono dei Fratelli Musulmani. Per questo viene chiesto che il padre dell’emiro attuale, che è stato il fondatore di AlJzeera, venga messo in esilio. Il Qatar dovrebbe smettere anche di finanziare altri canali di informazione come Middle East Eye e AlArabiya.

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Non solo: i Paesi arabi sunniti chiedono a Doha di chiudere la base militare turca che prima della crisi ospitava 300 soldati i turchi. Ma il ponte aereo in corso dovrebbe portare in tempi molto brevi il loro numero fino a 3mila militari, con l’appoggio anche di aerei e navi da guerra. Inoltre il Qatar dovrebbe rompere ogni rapporto diplomatico con l’Iran.

Le richieste, specialmente quelle su Iran e Turchia, sono praticamente impossibili da esaudire. E non a caso Ankara si è subito fatta sentire, parlando di interferenze e dicendo che la base turca non verrà chiusa perché rappresenta una sicurezza per l’intera regione. E ha già anticipato che dopo la fine del Ramadan cominceranno esercitazioni congiunte tra Turchia e Qatar.

Se anche Doha dovesse riuscire a soddisfare i requisiti richiesti dai Paesi con cui è cominciata la crisi diplomatica, il Qatar verrà sottoposto a un controllo mensile per il primo anno, poi ogni quattro mesi e poi una volta l’anno. Per 10 anni.

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