Roma, 11 apr – La diplomazia stavolta parla tedesco, sponda Vienna. Il cancelliere austriaco, Karl Nehammer, incontra oggi Vladimir Putin a Mosca. E’ il primo leader europeo a recarsi nella capitale russa dall’inizio del conflitto in Ucraina. L’Austria è “militarmente neutrale” ma allo stesso tempo ha una “chiara posizione sulla guerra di aggressione della Russia all’Ucraina”, scrive Nehammer su Twitter. “Deve finire! Abbiamo bisogno di corridoi umanitari, di un cessate il fuoco e di un’indagine completa sui crimini di guerra”, afferma il cancelliere, che nei giorni scorsi ha incontrato a Kiev il presidente Zelensky e ha visitato Bucha.

Il cancelliere austriaco: “La diplomazia telefonica non basta”

La diplomazia telefonica da sola non basta, le visite personali sono necessarie e bisogna sfruttare la neutralità dell’Austria”, ha precisato poi Nehammer. L’incontro con Putin non si terrà al Cremlino, ma nella residenza del capo di Stato russo a Mosca. L’obiettivo del cancelliere austriaco è far leva sulla neutralità militare della sua nazione – difatti l’Austria non è membro della Nato – e della sua volontà di porsi come “costruttore di ponti”. Perché a suo avviso adesso è fondamentale “fare di tutto per porre fine a questa guerra o almeno avvicinarsi un po’ alla pace, anche se le possibilità sono scarse”.

In tal senso “fa la differenza essere faccia a faccia e dirgli qual è la realtà: che questo presidente ha di fatto perso la guerra moralmente”, dice il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg in vista dell’incontro odierno a Mosca. “Dovrebbe essere – sottolinea – nel suo stesso interesse (di Putin, ndr) che qualcuno gli dica la verità. Penso sia importante e lo dobbiamo a noi stessi se vogliamo salvare vite umane. Dobbiamo usare ogni possibilità per porre fine alla situazione infernale in Ucraina”.

L’Austria dipende dal gas russo

L’Austria importa la gran parte del suo gas dalla Russia (il 64%). Di conseguenza è uno dei Paesi europei maggiormente esposti e quindi a rischio con l’eventuale blocco delle forniture. Lo è di per sé più della Germania e dell’Italia. A prescindere dalla volontà strettamente negoziale, il governo austriaco prova dunque a percorrere la via diplomatica, aprendo un canale diretto con Putin, anche per scongiurare un dramma energetico.

Non a caso Vienna si è detta contraria a nuove ritorsioni economiche contro la Russia. “Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste”, ha fatto presente la scorsa settimana il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Realismo puro e semplice, in tempi di mosse avventate. Non a caso Brunner, pur ammettendo chiaramente che quanto sta accadendo in Ucraina “è estremamente duro”, ha precisato che “quando si parla di sanzioni bisogna restare freddi e se una sanzione ti danneggia di più dell’altra parte allora non è la direzione giusta”.

Eugenio Palazzini

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