Roma, 11 apr – Quinta elementare per Enrico Letta, per lo meno se dovessimo tenere fede alla comunicazione che il segretario del Pd attua tramite i social network o la sua pagina Twitter. E le elezioni francesi hanno peggiorato un quadro già prima non idilliaco.

Quinta elementare, Letta, la Le Pen e Putin

Ufficialmente, il leader del Nazareno è laureato in Scienze Politiche, e pure con 110 e lode. Come anticipavamo, la corsa all’Eliseo, il cui esito della prima tornata abbiamo osservato nella giornata di ieri, ha però peggiorato una situazione drammatica. Il segretario del Pd in questi giorni ha sprigionato tutta la sua verve di fine analista. E da qui che parte la legittima critica, per una quinta elementare che contraddistingue tutta la comunicazione di Letta, probabilmente da sempre.

Sulle elezioni francesi il super segretario ha dato il meglio di sé. Prima del voto di domenica, esprimendo preoccupazioni onestamente squallide sui presunti rischi che comporterebbe una eventuale elezione di Marine Le Pen all’Eliseo. La perla meno mirabile ha  descritto il confronto tra il leader del Rassemblement National e l’attuale presidente francese come l’immancabile lotta tra il bene e il male, la luce e l’oscurità, la sete di potere e il bene del popolo (scegliete voi quale luogo comune vi aggradi di più). Ovviamente, dal lato dei “cattivi” non poteva mancare la figura di Vladimir Putin, associato alla cara Marine per i legami tra il suo partito e quello di Russia Unita. Una semplificazione quasi da scuola elementare, sebbene l’ex Front, come molte formazioni tendenzialmente conservatrici, abbia visto e veda ancora nella Russia una visione “alternativa” di valori etici rispetto all’Occidente.

Ma successivamente il Pd, il suo segretario e, manco a dirlo, Repubblica, si superano ancora, lanciando sempre sui social un’immagine che in realtà altro non può considerarsi se non un meme, visto il suo contenuto: “L’Estrema destra all’Eliseo sarebbe la fine dell’Europa”. Già.

L’immaginaria estrema destra francese che complotta per la fine della “Europa”

La realtà ci dice che Marine Le Pen ha molto ridimensionato le sue affermazioni programmatiche, soprattutto sull’anti-europeismo. Si pensi a quanto accaduto dopo le presidenziali francesi del 2017, già soltanto con la rinominazione del Front in Rassemblement, il che produsse  diverse analisi – poi confermate – sulla volontà di “normalizzare” il movimento e il partito stesso da luogo di “contestazione” a forza “di governo”. Successivamente, la Le Pen era tornata indietro anche sulla lotta all’euro, dichiarando esplicitamente quanto essa non fosse più “una priorità” (dichiarazione riportata da tutti i principali giornali mainstream, Corriere della Sera in primis), e che – come Matteo Salvini – accogliesse pienamente l’idea di “cambiare l’Europa dall’interno”. Gennaro Malgieri, sulle pagine di Formiche, appena un anno fa, rifletteva sulla prosecuzione delle “svolte politiche” del partito, ora interessato anche ai temi “ecologici” per seguire la scia di un tema ormai da anni molto popolare.

Insomma, questa destra estrema tanto spaventosa per Letta e compagni, in parole povere, rimane un mezzo mistero. Anzi, no. Basta un tema su cui mantenere ancora un minimo la posizione a far sbarellare lor signori. E, ovviamente, non poteva essere che quello dell’immigrazione. La Le Pen aveva infatti di recente formulato una proposta legge che parlava abbastanza chiaro, come riportato a suo tempo da Open: nessuna prestazione sociale per “le coppie, nelle quali almeno una persona sia francese” era la prima, forte, presa di posizione. Poi la seconda: “Espelleremo quelli che non lavorano da almeno un anno e non possano dimostrare di avere le risorse per sopravvivere”. In un contesto come quello attuale, autentiche bestemmie.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. letta fa sempre più schifo.
    mi era perfino simpatico,quando è stato tradito da renzi…
    ma con gli anni mi sono reso conto che ha fatto bene,a pugnalarlo alle spalle:
    un fanatico nazisinistrato come lui,NON deve fare il presidente del consiglio.

  2. più che estrema destra direi che in Francia (e in Europa in generale) si tratta di estrema urgenza, o sarà la sostituzione etnica e culturale dei nostri popoli.

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