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La Cina oscura Nba e South Park: “È un attacco alla nostra sovranità nazionale”

by La Redazione
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In Cina sono stati censurati Nba e South Park

Pechino, 8 ott – Continua la lotta tra Cina e Stati Uniti. Ma stavolta la battaglia non avviene sul piano commerciale (via della Seta, dazi ecc.), bensì su quello mediatico e dell’immaginario. Il casus belli è stato rappresentato da un «cinguettio» di Daryl Morey, general manager degli Houston Rockets, compagine che milita nell’Nba, la massima serie del campionato di basket americano. «Combatti per la libertà, stai con Hong Kong», ha infatti scritto Morey su Twitter, alludendo alle dure proteste andate in scena in questi giorni nell’ex colonia britannica, dal 1997 regione amministrativa speciale della Repubblica popolare cinese.

Niente partite Nba

Il tweet di Morey ha quindi scatenato un effetto domino nel giro di pochissimo tempo. Tanto per cominciare, due società asiatiche hanno prontamente rescisso i contratti di sponsorizzazione con l’Nba. Normale quindi che la Federazione, preoccupata per l’ingente perdita di denaro, abbia preso posizione contro Morey, definendo le sue dichiarazioni «deplorevoli in quanto hanno offeso profondamente molti nostri amici e tifosi». Ma, a questo punto, a nulla sono valse le scuse della Federazione statunitense di pallacanestro, né quelle dello stesso Morey. La televisione di Stato cinese ha infatti annunciato che sospenderà la trasmissione delle partite di Nba sui propri canali: «Qualsiasi affermazione che metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale non rientra nell’ambito della libertà di espressione», si può leggere in un comunicato ufficiale. Sulla vicenda è addirittura intervenuto il governo cinese, che ha definito «sbagliato» l’intervento di Morey.

La Cina contro South Park

Ma non è finita qui. La Cina ha deciso di oscurare anche l’episodio «Band in China» di South Park, noto cartone animato a stelle e strisce: questa puntata, infatti, non solo critica con il solito umorismo la censura cinese, ma vi fa la sua comparsa anche Winnie The Pooh, personaggio vietato nella Repubblica popolare dopo i paragoni con il presidente Xi Jinping. A questo punto sono intervenuti Matt Stone e Trey Parker, i creatori di South Park: «Come l’Nba, diamo il benvenuto ai censori cinesi nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo i soldi più della libertà e della democrazia. Lunga vita al grande Partito comunista cinese!», è stato il commento sarcastico dei due.

Elena Sempione

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