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Roma, 4 feb – In Cina una nota del ministero dell’Istruzione cinese ha suscitato scalpore: ha stabilito che i giovani cinesi sono troppo femminili. Il messaggio è stato criticato come sessista da molti utenti online, ma per molti altri la colpa è in parte delle celebrità maschili.



Cina, Xi Jinping preoccupato per i giovani “femminili”

Per un po’ il governo cinese ha espresso viva preoccupazione riguardo ai modelli maschili più popolari del Paese, perché non sono più figure atletiche e forti come ad esempio gli “eroi dell’esercito”. Anche il presidente Xi Jinping, noto appassionato di calcio, ha cercato a lungo di usare le migliori star dello sport come simbolo. Insomma, in breve, i giovani hanno modelli troppo “femminili”.

Prevenire la “femminilizzazione” dei giovani

Così la scorsa settimana, il ministero dell’Istruzione della Cina è corso ai ripari contro i giovani troppo “femminili” e ha emesso un avviso con un titolo che non ha lasciato dubbi sul suo obiettivo finale. La proposta per prevenire la femminilizzazione degli adolescenti maschi ha invitato le scuole a riformare completamente la loro offerta di educazione fisica e rafforzare il reclutamento di insegnanti. Il testo consiglia di reclutare atleti in pensione e persone provenienti da ambienti sportivi per “sviluppare virilmente” particolari sport come il calcio con l’obiettivo di “coltivare la mascolinità degli studenti”.

Giovani cinesi “timidi” per colpa delle madri

Lo scorso maggio un delegato del massimo organo consultivo cinese, Si Zefu, ha affermato che molti dei giovani maschi cinesi sono diventati “femminili, deboli, timidi e umilianti”. “C’è stata una tendenza tra i giovani maschi cinesi verso la “femminilizzazione” –  ha affermato, cosa che “metterebbe inevitabilmente in pericolo la sopravvivenza e lo sviluppo della nazione cinese” se non fosse “gestita efficacemente”. Si Zefu ha detto che l’ambiente familiare è in parte da incolpare, con la maggior parte dei ragazzi cinesi allevati dalle loro madri o nonne. Ha anche osservato che il crescente fascino di alcune celebrità maschili ha fatto sì che molti bambini “non volessero più essere” eroi dell’esercito”. A quanto pare, alla Cina delle teorie sul gender non frega niente, i maschi devono essere maschili, altro che nuovi giovani “femminili” …

Ilaria Paoletti



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3 Commenti

  1. Ecco, questo modo di intendere la mascolinità unicamente come pura forza fisica, come atletismo, come semplice corpo dai muscoli iper-sviluppati, è tipico di certe ideologie fondate unicamente sulla materia: nulla di strano in questa epoca di solidificazione del mondo. Ed è proprio quello che in àmbito tradizionale – ma non solo – si rimprovera alla donna moderna: voler, a tutti i costi, imitare l’uomo e mettersi sul suo stesso piano anche e soprattutto riguardo a degli aspetti che, invece, dovrebbero essere del tutto secondari.

    Certamente, la cura del fisico è importantissima così come praticare sport, etc., sia per i maschi che per le femmine ma non si tratta di cose che possano essere considerate in assoluto migliorative (come nel caso riportato nell’articolo) della mascolinità di una etnia; parecchi culturisti maschi sono, in realtà, omosessuali e pare che anche diversi calciatori lo siano; quindi, pur non conoscendo la situazione cinese attuale, il progetto del presidente Xi non credo possa risultare granché risolutivo…

  2. La mascolinità come pure tante altre caratteristiche dell’ essere umano sono determinate da fattori genetici (innati), come pure da fattori acquisiti (che possono anche talvolta distorcere i “genetici”). La questione è assai complessa e il livello della cultura cinese odierna non è in grado assolutamente di affrontarla. Basti pensare alla loro alimentazione quantitativa e non certo qualitativa (che tra l’ altro vogliono rifilarci)…
    Comincino almeno a confrontare nei loro “potenziali” maschietti le lunghezze del dito anulare rispetto all’ indice!
    Non bastano i calci in culo!

  3. Credo che come di consueto nella storia umana, della mascolinità ci si interessi solo quando servono schiavi da mandare in guerra, in miniera o in generale per svolgere tutte quelle attività per le quali un morto non conta poi molto.

    Accadrà anche da noi quando serviranno umani (maschi of course) da sacrificare per il beneficio di chi oggi li disprezza.

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