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Roma, 4 feb – Il centrodestra si è già spaccato sul nome di Mario Draghi. Nonostante i tentativi, a dirla tutta non troppo credibili, di mantenere compattezza e presentarsi uniti alla consultazioni ecco che nel pomeriggio è arrivata la fumata nera. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si presenteranno divisi dal presidente del Consiglio incaricato. Al contrario dunque di quanto avvenuto con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i leader del centrodestra che si erano presentati in un’unica delegazione. Questo il calendario: oggi alle 18, nella sala della Lupa a Montecitorio, arriveranno gli esponenti del del Misto di Camera e Senato con a capo Maurizio Lupi (Noi con l’Italia), Giovanni Toti (Cambiamo!) e Gateano Quagliariello (Idea). Domani, dalle 15 alle 16, si presenterà alla consultazioni il gruppo di Fdi capeggiato da Giorgia Meloni e dalle 17:30 alle 18:30 quello di Forza Italia. Infine, sempre relativamente al centrodestra, toccherà al gruppo della Lega guidato da Matteo Salvini dalle 11 alle 12.

Centrodestra spaccato, Salvini: “A Draghi ognuno dirà ciò che pensa”

Ed è proprio il leader leghista a spiegare perché il centrodestra non andrà unito: “Divisi a consultazioni, così ognuno dice ciò che pensa”, fa sapere Salvini entrando alla Camera dove si tiene la segreteria politica della Lega. “E’ meglio che ognuno dica liberamente quello che ha in testa. Noi non siamo costretti a fare nulla contro voglia, l’unità del centrodestra è un valore, governiamo in 14 regioni su 20″, precisa Salvini. “Per noi prima dell’interesse del partito viene l’interesse del Paese. La convenienza del partito Lega sarebbe di dire di no a prescindere, di stare all’opposizione e andare poi all’incasso dei voti. Quello che mi preoccupa è la situazione economica del Paese, quindi è mio dovere fino a sabato, prima di dare un giudizio definitivo, ascoltare Draghi. Se abbiamo coincidenti ci ragioniamo, se invece mi dice che quota 100 si azzera e che le tasse non si possono ridurre, amici come prima e faremo opposizione”, dice ancora il leader della Lega.

“Se dovessero presentarmi il governo Conte, Di Maio, Boschi, Boldrini, Speranza e Azzolina, è chiaro che sarebbe complicato governare con chi mi ha mandato a processo. E’ difficile da pensare”, prosegue Salvini. “Se si può fare l’interesse del Paese lo facciamo, se si vuole rifare un altro governo di centrosinistra Pd-M5S-Renzi non ci interessa. Con Giorgetti siamo d’accordo”, ha infine specificato il leader leghista. Al di là però delle puntualizzazioni di Salvini, è chiaro a questo punto che le forze di centrodestra non hanno trovato una quadra sul sostegno o meno al governo Draghi. L’unica certezza, ad ora, è che salvo clamorosi – e in quanto tali del tutto improbabili – ripensamenti, Forza Italia garantirà il suo appoggio all’esecutivo in fieri.

Alessandro Della Guglia

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5 Commenti

    • Chiedetegli, piuttosto, cosa vi può dire su quello che accadde sul panfilo Britannia ai primi di giugno del 1992 al largo di Civitavecchia.

  1. E’ evidente che ci impediscono di andare a votare, vogliono eleggere con questi parlamentari il nuovo Presidente ecc. pero’ credo sia comunque meglio avere un Draghi che un Conte, Gualtieri, Speranza, Azzolina e c.

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