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Roma, 11 nov – 27 ragazzi e 4 ragazze di meno di 18 anni faranno parte in Cina del 1° programma sperimentale lanciato dall’Istituto Tecnologico di Pechino per lo sviluppo delle armi del futuro.

L’idea di fondo è reclutare ragazzi particolarmente brillanti (e patriottici, chiarisce l’istituto) per formarli fin dalla giovane età alla progettazione delle armi sulla base delle più moderne scoperte scientifiche: con particolare focus sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata al conflitto, ma anche pensando a scoperte genetiche o all’analisi dei Big Data.

La Cina ritiene che possa essere vantaggioso costruire fin da ora una sorta di “futura classe dirigente del mondo della tecnologia militare”, ma per alcuni aspetti si può parlare della creazione di una vera e propria casta al vertice del settore “ricerca & sviluppo” del proprio esercito.

Pechino afferma di credere nell’utilità di sfruttare la creatività di questi giovani ragazzi, ma può anche sembrare la realizzazione di qualche incubo distopico in un romanzo cyberpunk.

Al netto delle eventuali riflessioni morali (o moralistiche) riguardo alla direzione intrapresa dalla Cina, quel che è certo è che ci troviamo di fronte all’ennesima prova del progetto cinese di diventare sempre di più non solo un gigante economico e politico (come già è) e militare, ma essere veramente il “perno del mondo”.

Mentre le classi dirigenti occidentali riflettono sul sesso degli angeli e i giovani crescono nella cultura dell’irresponsabilità trasformandosi in fragili “fiocchi di neve” (e futuri isterici ) Pechino lavora per costruire una casta di ragazzi dediti alla guerra, alla difesa della propria Patria e si prepara ad un potenziale conflitto di natura epocale.

Guido Taietti

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