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Cipro riunificazioneNicosia, 12 gen – Partono oggi, carichi di aspettative, i negoziati per risolvere una delle più grandi – sia pur ridotta nelle dimensioni territoriali – questioni diplomatiche, ormai entrata a pieno titolo nella storia delle (complicate) relazioni internazionali: la divisione dell’isola di Cipro, affare spinoso che da quasi mezzo secolo tiene in scacco le cancellerie di Grecia, Turchia e della piccola repubblica. L’isola, infatti, è da 43 anni divisa fra zona turco-cipriota, a nord, e zona greco-cipriota, a sud, divise dalla zona neutrale – una striscia che è quasi una terra di nessuno – sotto il controllo dell’Onu. La divisione dell’isola risale al 1974, quando a seguito di un’invasione la parte settentrionale passa sotto il controllo della Turchia, sia pur in forma di repubblica riconosciuta però solo dal governo di Ankara.

Da allora, nonostante le numerose intercessioni anche dell’Onu, la situazione non si è mai sbloccata. Vano fu il tentativo, giunto sino alla sigla di un memorandum, che nel 2004 sembrava poter dare una svolta all’empasse. Un referendum nella parte greca bocciò tuttavia l’ipotesi di accordo. A pesare era – come oggi – la questione dei quasi 100mila sfollati che nel ’74 furono costretti a lasciare Cipro nord nonostante costituissero l’80% della popolazione, sostituiti nel tempo da coloni venuti dalla Turchia. I dettagli dei negoziati – in corso a Ginevra – non sono noti, dalle Nazioni Unite fanno però sapere che i presidenti delle due repubbliche, Nicos Anastasiades per la parte greca e Mustafa Akıncı per quella turca, si sono scambiate le mappe della Cipro riunificata come punto di partenza per future discussioni sul tema.

Oltre alla continua distensione fra le parti negli ultimi anni, sembra però che a dare un’ulteriore spinta alla volontà di porre fine una volta per tutte allo spinoso “Problema di Cipro” sia stata anche…l’Eni. La società petrolifera italiana, infatti, è attiva da anni nell’area orientale del mediterraneo e, con scoperte come quella di Zohr in Egitto, si candida a giocare un ruolo importante nella gestione degli idrocarburi presenti nell’area. Cipro fa capolino nel risiko energetico date le prospettive sulla possibile scoperta di giacimento nell’offshore dell’isola, dove sempre Eni ha ottenuto (le ultime assegnazioni sono avvenute poche settimane fa) già numerose concessioni di esplorazione in formazioni geologiche simili a quelle egiziane, che promettono dunque di dare interessanti frutti. Risale invece a luglio l’ultimo incontro ufficiale fra Anastasiades e l’ad di Eni, Claudio Descalzi, nel corso del quale sono state gettate le basi per lo sviluppo di una visione per l’approvvigionamento energetico in chiave europea. Ed è proprio sul tema dell’energia che si è “consumato” il riavvicinamenti fra Repubblica di Cipro e Repubblica Turca di Cipro, costrette in qualche modo a doversi sedere ad un tavolo (con Turchia e Grecia a fare da comprimari interessati alla questione) per pensare strategie che non possono essere che comuni, salvo perdere le opportunità che si aprono all’orizzonte.

Nicola Mattei

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