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Roma, 4 gen – In questi giorni si è parlato molto del prossimo venturo intervento in Libia, ma la presenza della Turchia in Africa non e’ affatto una novità. A tale proposito basta pensare alla presenza delle truppe turche in Somalia oppure agli accordi politici e commerciali che Ankara ha stipulato col Sudan.



Tosyali investe in Angola

La presenza turca in Africa non è però solo politica o militare, visto che le sue aziende investono parecchio nel continente nero e partecipano attivamente alla costruzione di infrastrutture. Tra le realtà più attive in Africa c’è sicuramente il colosso dell’acciaio Tosyali holding il quale di recente, tramite la sua partecipata Tosyali Iron & Steel Angola, ha ricevuto l’autorizzazione dal presidente dell’Angola di portare avanti un progetto di estrazione di ferro e produzione di acciaio nella provincia di Huila.

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Di questo progetto Tosyali detiene il 70% (la rimanente partecipazione è in mano al governo angolano) e consiste nel trasferimento di infrastrutture, miniere ed equipaggiamento necessario, il cui valore sarà giudicato da un esperto indipendente e il cui parere sarà accettato da entrambe le parti.

L’investimento avverrà in quattro fasi che consistono nell’estrazione dei minerali ferrosi e la loro trasformazione in 4,1 milioni di ferro concentrato e l’installazione di un impianto per la produzione di 4,1 milioni di tonnellate di pellet.

Acciaio “made in Africa”

Inoltre è prevista anche la costruzione un’acciaieria per produrre 1,2 milioni di tonnellate di ghisa e un milione di tonnellate di prodotti d’acciaio lunghi. La costruzione della miniera iniziera’ nel 2020 mentre l’acciaieria dovrebbe essere pronta per il 2022.

Con questo progetto il colosso turco Tosyali, che occorre ricordare è una delle più grandi realtà siderurgiche del mondo, non solo porterà allo sviluppo del settore in Angola, ma aggiungerà anche valore a quelli che sono i suoi depositi minerari visto che permetterà per la prima volta di trasformare minerali di ferro in prodotti d’acciaio permettendo alla nazione africana di produrre in loco tutto ciò che attualmente viene importato.

Certo questo investimento è importante ma non è l’unico visto che Tosyali è presente da tempo in altri Paesi africani. In Ageria possiede già un’acciaieria che impiega quattromila lavoratori e, di recente, ha siglato un accordo con governo del Senegal per creare una zona economica al fine di investire in quel Paese anche se ancora non sono stati forniti dettagli riguardo questo progetto.

Come la Cina, anche la Turchia vede nell’Africa non solo un luogo dove ottenere materie prime ma anche opportunità di investimento e un mercato per i suoi prodotti. Una presenza destinata ad avere effetti nel medio termine.

Giuseppe De Santis

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