Roma, 19 nov – Anche l’Ucraina ha deciso di blindare i propri confini con un muro finalizzato a bloccare il flusso di clandestini. Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno, Denys Monastyrskiy, che prevede un costo di oltre 565 milioni di euro per la realizzazione della barriera. “Costruire una recinzione con filo spinato, con copertura totale da parte di sistemi di sorveglianza e allarme lungo tutto il confine, è la decisione più razionale”, ha dichiarato Monastyrskiy. Stando a quanto riferito dalle autorità di Kiev, si tratterà di una barriera di 2.500 chilometri lungo i confini con Russia e Bielorussia.



L’Ucraina ha inoltre pianificato nuove esercitazioni militari nelle prossime due settimane, per prepararsi nel caso in cui i clandestini tentino di attraversare il confine illegalmente. “Il nostro compito chiave è frenare e fermare un possibile massiccio flusso di migranti illegali“, ha dichiarato Monastyrskiy. Con tutta evidenza il governo ucraino teme un’ondata di migranti soprattutto nei prossimi mesi, visto il perdurare del braccio di ferro tra Varsavia e Minsk.

L’Ucraina alza il muro come la Polonia

L’Ucraina si aspetta insomma contraccolpi causati dalla barriera che la Polonia inizierà a costruire il mese prossimo. Perché chi oggi dalla Bielorussia prova ad entrare in territorio Ue, considerate le chiusure in atto domani potrebbe spingersi verso il confine ucraino. Il ministro dell’Interno polacco, Mariusz Kaminsk, nei giorni scorsi ha descritto la struttura che nei piani di Varsavia sarà completata entro la metà del 2022: “Sarà lunga 180 chilometri, alta 5,5 metri e verranno utilizzate le soluzioni più moderne“. Si tratta di “un investimento assolutamente strategico e prioritario per la sicurezza della nazione e dei suoi cittadini”, ha precisato Kaminski. Dal 15 dicembre, i lavori per la costruzione del muro andranno avanti 24 ore al giorno su tre turni. Il costo totale stimato della barriera è di circa 353 milioni di euro e i 180 chilometri indicati corrispondono più o meno alla metà della lunghezza del confine tra Polonia e Bielorussia.

La richiesta di 12 Paesi Ue

L’ipotesi di erigere barriere alle frontiere è sempre più dibattuta in sede europea. Non a caso, a inizio ottobre, 12 Paesi membri hanno chiesto all’Ue di finanziare recinzioni e muri, ritenendoli strumenti indispensabili per frenare l’immigrazione. Di qui la richiesta ufficiale avanzata dai ministri dell’Interno di Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Repubblica Slovacca.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. L’ Ucraina non costruisce da sola un bel niente, basti sapere che è un feudo Usa visto che gli ha delegato in toto la sicurezza ed esame dei dati digitali. Sarà bene imparare ad esaminare le realtà anche e soprattutto da questo punto di vista. SAPERE E’ POTERE !! Ribadisco anche se lo sapete benissimo, non è più il caso di fare gli gnorri.
    Eventuali contraccolpi sono dovuti alla corruzione (di soggetti ignoranti da tutti i punti di vista), la stessa che lascia passare droga a fiumi come è accaduto anni orsono anche in Italia. Chiaro? Altrimenti sono sempre ben disponibile a chiarimenti.

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