Roma, 19 nov – Un calciatore si è finto morto per truffare l’assicurazione. È avvenuto in Germania, come riporta la Gazzetta dello Sport. Hiannick Kamba, questo è il suo nome, era un giocatore dello Schalke 04.



Hiannick Kamba si finge morto: oltre 1 milione di euro dall’assicurazione

Hiannick Kamba, 35 anni, militava nello Schalke 04. Con la sua “bravata” aveva ottenuto dall’assicurazione un milione e duecentomila euro. Questa incredibile storia comincia nel gennaio del 2016, giorno 17, quando di Kamba viene pubblicato un necrologio. 29 anni all’epoca, “tragicamente scomparso” in un incidente di traffico in Congo, dove è nato e da dove, a 10 anni, nel 1996 era venuto in Germania con i genitori. Aveva iniziato a giocare a calcio nei vivai dello Schalke, e questo lo salvò dall’espulsione, visto che 18 anni non gli era più garantita la residenza.

Era stato compagno di squadra di Manuel Neuer e dell’ex juventino Benedikt Howedes, di età simili. Alla “morte”, giocava nell’Huls, e la “tragedia” gli era valsa una pagina wikipedia e un capitolo del libro In Deutschland angekommen… dedicato ai cosiddetti “migranti”.

“Risorto” e arrestato

Le chiacchiere su una possibile “resurrezione” di Kamba cominciano a circolare nel maggio 2020. Il giornale tedesco Bild affermava che Hiannick non fosse mai morto e che anzi, lavorasse e vivesse nella Ruhr. A questo punto la procura di Essen apre un fascicolo e cerca di vederci chiaro: ancora non si capisce quanto Kamba sia responsabile della sua eventuale “falsa morte”.

Il dubbio sul reale decesso di Kamba viene dando uno sguardo alla riscossione dell’assicurazione, che aveva permesso alla moglie del calciatore di intascare dapprima un premio di 600mila euro, raddoppiato in caso di “morte violenta”. E, per l’appunto, secondo il racconto ufficiale, nel gennaio 2016 Hiannick fu attaccato, abbandonato senza soldi e cellulari. Dopo la riscossione, Kamba torna in Germania, in luogo ignoto e non si sa bene con quali documenti. Sempre la Bild, nel maggio 2020, parlava di una visita all’ambasciata tedesca di Kinshasa avvenuta nel 2018: e il giallo si infittisce. Kamba, ovviamente, non aveva ripreso la sua carriera calcistica, ma evidentemente qualcuno in regione doveva aver notato la sua presenta e ne doveva aver parlato.

E siamo all’oggi: dopo un anno e mezzo, il tribunale di Essen ha emesso la sentenza. Kamba e sua moglie sono stati condannati per truffa. L’ex-calciatore dovrà scontare una reclusione di 3 anni e 10 mesi. È proprio il caso di dirlo: quando l’inclusione tira brutti scherzi.

Alberto Celletti

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