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Swartz Creek, Michigan, 10 gen – Mai fidarsi troppo delle app di dating online. Potrebbe capitare di finire uccisi, appesi a testa in giù e con i testicoli mozzati, come a Kevin Bacon (si tratta di un omonimo), parrucchiere del Michigan scomparso la vigilia di Natale dopo aver incontrato il suo carnefice sull’app per incontri gay Grindr. 



Macabro pasto

Il suo corpo senza vita è stato trovato alcuni giorni dopo pugnalato alla schiena, sgozzato, appeso a testa in giù e senza testicoli, recisi con una coltellata dal 50enne Mark Latunski, che ha poi riferito alle forze dell’ordine di averli cucinati e mangiati. Secondo le prime ricostruzioni pare che Bacon avesse incontrato Latunski il 24 dicembre, intorno alle 17. Un’ora dopo, ignaro del destino che lo stava aspettando, avrebbe telefonato alla sua coinquilina avvertendola che avrebbe rincasato tardi.

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Le ricerche

Il giorno dopo, risultando irraggiungibile al cellulare e assente al pranzo di Natale, i genitori hanno allertato la polizia. All’incontro con le forze dell’ordine ha fatto seguito il ritrovamento dell’auto di Kevin, nel parcheggio vicino a un negozio Family Dollar. All’interno gli agenti hanno trovato il suo telefono, il portafoglio e i suoi vestiti.

La scoperta del corpo

Tre giorni dopo, il ritrovamento del corpo a casa di Latunski: la polizia del Michigan ha rinvenuto Kevin appeso nudo al soffitto. “Il Sig. Latunski ha dichiarato di aver usato un coltello, di averlo pugnalato alla schiena, quindi di avergli tagliato la gola“, ha spiegato il detective sergente James Moore alla stampa. “Successivamente, il signor Latunski ha dichiarato di aver avvolto la corda attorno alle caviglie del signor Bacon e di averlo appeso alle travi sul soffitto”.

Sotto shock

Ancora sotto shock, durante la conferenza stampa il padre Karl ha dichiarato: “Ovviamente si è imbattuto in qualcosa per cui non era preparato. Il male esiste e ci ha toccato. È sconvolgente sentire i dettagli. Non credo che abbiamo avuto il tempo di elaborare il tutto“. Incredula invece l’ex moglie di Latunski, che era a conoscenza dell’instabilità emotiva del marito e ha dichiarato di non essere mai stata in grado di convincerlo a farsi curare da uno psicoterapeuta, ma “mai, neanche tra un milione di anni” pensava che fosse capace di commettere un “crimine tanto orrendo“.

Cristina Gauri

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