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Contatti tra antifascisti americani, Isis e Al-Qaeda: per l’Fbi è tutto reale

by La Redazione
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New York, 31 ott – Stanno facendo molto discutere in queste ore le rivelazioni di Edward Klein sui presunti legami tra gli antifascisti americani e alcune cellule jihadiste affiliate all’Isis e ad Al-Qaeda. Klein, giornalista americano, è stato in passato caporedattore presso il New York Times Magazine e ha pubblicato numerosi best-seller. Il suo ultimo libro si intitola All Out War: The Plot to Destroy Trump, cioè “Guerra senza quartiere: il piano per distruggere Trump”. L’opera è attualmente in distribuzione e ha già attirato l’attenzione di tutti per questo suo contenuto in particolare: la pubblicazione di alcuni rapporti dell’Fbi che confermerebbero i contatti tra ambienti anarchici statunitensi e agenti del “Califfato”.

Secondo questi rapporti del Bureau, numerosi “antagonisti” americani avrebbero preso parte alle devastazioni antifasciste di Amburgo nel luglio scorso. In quell’occasione ha avuto luogo il vertice del G20 e la città anseatica è stata messa letteralmente a ferro e fuoco dagli antifascisti: “Ci sono prove schiaccianti – si legge nel rapporto divulgato da Klein – sul rafforzamento dei rapporti tra radicali statunitensi e l’Isis”. L’Fbi, infatti, avrebbe inviato ad Amburgo un reparto speciale per osservare i gruppi antifascisti. Gli agenti del Bureau avrebbero quindi potuto constatare che questi gruppi si trovavano effettivamente in Germania, hanno preso parte alle devastazioni e hanno incontrato membri dello Stato islamico.

A destare le preoccupazioni dell’Fbi sono in particolare gli antifascisti di Oakland, che sono stati fotografati ad Amburgo mentre lanciavano bombe molotov: “Da informazioni riservate abbiamo appreso – prosegue il rapporto – che l’Isis sta aiutando gli antifascisti di Oakland ad armarsi. Si tratta soprattutto di materiali per la costruzione di bombe, di prodotti chimici tossici e di gas”. Si teme quindi un’intensificazione di proteste e attentati per intimorire e indebolire la leadership di Trump. Forse, quando il presidente aveva equiparato i suprematisti di Charlottesville e l’estrema sinistra, suscitando l’indignazione dei media, era già in possesso di queste informazioni sulla “radicalizzazione” degli antifascisti americani e sui loro legami con il Califfato.

Vittoria Fiore      

 

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