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Roma, 6 apr – Il commissario europeo responsabile per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, ha scritto oggi su Twitter che la Protezione Civile italiana ha attivato il programma di osservazione satellitare Copernicus per mappare le strutture sanitarie e le aree di raduno, al fine di avere un’ampia panoramica del territorio. Secondo Lenarcic in questo modo si persegue l’obiettivo di monitorare le attività e gli spazi pubblici durante l’emergenza coronavirus. Mappatura, osservazione, controllo. Di primo acchito viene da pensare a due tronconi in cui si dividerà la gran parte dei cittadini: da una parte coloro che valuteranno questa misura come necessaria per contrastare il più possibile la diffusione del virus e dall’altra chi la leggerà come orwelliana, dunque una minaccia per le libertà personali fatta passare come indispensabile a causa dell’emergenza sanitaria. Tra il Panopticon di Bentham e l’indispensabile rilevazione il confine è sempre labile. Ma sospendiamo un attimo il giudizio a riguardo e cerchiamo di capire cos’è e come funziona questo sistema di monitoraggio.

Ecco cos’è Copernicus

Copernicus è un programma decisamente complesso ideato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della Commissione europea, finalizzato entro il 2021 a fornire all’Ue totale autonomia nel settore della sicurezza e del controllo ambientatale tramite le rivelazioni di appositi satelliti. Il nome Copernicus è stato adottato nel 2001, ma in precedenza esisteva già un altro programmo di osservazione satellitare denominato GMES (Global Monitoring for Environment and Security), che venne lanciato nel 1998 dalla Commissione Europea assieme a un pool di agenzie spaziali.

Sul sito ufficiale di Copernicus si possono leggere i vari scopi del programma. Tra questi la sicurezza: “Il servizio per le applicazioni di sicurezza di Copernicus mira a sostenere le politiche dell’Unione europea fornendo informazioni in risposta alle sfide in materia di sicurezza a livello europeo. Migliora la prevenzione, preparazione e risposta alle crisi in tre ambiti fondamentali”. I tre ambiti sono: sorveglianza delle frontiere, sorveglianza marittima, sostegno all’azione esterna dell’Ue. Relativamente alla prima, le informazioni fornite da Copernicus sono già state utilizzate ad esempio da Frontex, per il monitoraggio dei flussi migratori. Si tratta di immagini satellitari ad altissima risoluzione (circa 30-50 centimetri dal suolo).

Emergenze e controlli

Ma Copernicus può essere utilizzato anche per le emergenze, in caso di pandemie ad esempio. Per fornire, si legge sul sito ufficiale, “informazioni geospaziali tempestive e accurate, ottenute da telerilevamento satellitare e integrate da fonti disponibili in situ o open source, a tutti gli operatori che partecipano alla gestione di calamità naturali, situazioni di emergenza provocate dall’uomo e crisi umanitarie”. In questo caso Copernicus presenta due componenti: mappatura e allerta rapida. E’ il caso che al momento ci interessa di più, perché servirà per controllare dallo spazio “luoghi soggetti ad assembramenti di persone”. Un sistema europeo che dunque sulla carta appare molto più efficace dei droni che ronzano in questi giorni in diverse città italiane. Ma è davvero necessario?

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. Orami con la scusa di una influenza virale, che ogni anni fà migliaia di morti comunque, sono riusciti a far passare il controllo di ogni movimento come fossimo polli da batteria!Per la dittatura finanziaria occulta estera che crea in forma privata ed a costo zero il denaro con cui ci schiavizza sarà una ottima opportunità per controllare anche in un futuro e senza la scusa del virus ogni nostro movimento singolo od in gruppo ed ogni forma organizzata di libera riunione o protesta.Orwell era un genio perchè aveva previsto questo mondo quasi 80 anni fà! E’ probabile che avesse avuto accesso ai piani della massoneria oligarchica anticristiana che voleva un dominio sulle masse di questo tipo da oltre 200 anni

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