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Roma, 22 apr – Coprifuoco, la situazione in Italia e negli altri Paesi. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto, in vigore dal 26 aprile al 31 luglio. Come ampiamente previsto il coprifuoco è stato confermato alle 22, nonostante le sacrosante richieste di baristi e ristoratori. Richieste a cui ha fatto seguito la pressione di Regioni e Lega per spostarlo alle 23, mentre Fratelli d’Italia chiedeva invece di abolirlo. Niente di fatto, è passata la linea rigida di Speranza e Cts, con Draghi che ha scelto di difendere a spada tratta il ministro più contestato degli ultimi mesi. Precisiamo che il nuovo Dl resterà in vigore come detto fino al 31 luglio ma nello specifico il coprifuoco alle 22 sarà mantenuto sicuramente fino al primo giugno. Dopodiché si provvederà a un’ulteriore analisi dei dati epidemiologici, con una conseguente quanto probabile delibera per eliminarlo o spostarlo alle 23.



Fin qui la situazione in Italia, con l’inevitabile bufera generata dall’ottusa decisione governativa e le polemiche destinate a procrastinarsi nei prossimi giorni. E’ utile però dare uno sguardo al resto d’Europa per comprendere come si stanno muovendo le altre nazioni. Spesso infatti la logica del “così fan tutti”, rispetto ai provvedimenti adottati in casa nostra, ci ha accompagnato in questo lungo anno di pandemia. Una logica che è servita a giustificare e far digerire ai cittadini italiani anche le scelte sulla carta più impopolari. Partiamo allora dai principali Paesi Ue e occidentali che applicano o hanno applicato il coprifuoco. In quasi tutti gli altri non è in vigore il coprifuoco.

Coprifuoco, la situazione negli altri Paesi 

Austria – Introdotto l’8 febbraio, sarà in vigore fino al 24 aprile o al massimo fino al 2 maggio, si veda il caso di Vienna e della Bassa Austria. E’ imposto dalle 20 alle 6.

Belgio – In vigore da sette mesi, come in Italia a partire dalle ore 22 soltanto a Bruxelles. Nelle Fiandre e in Vallonia è in vigore dalle 24. Verrà eliminato in tutto il Paese l’8 maggio e da questa data sarà sostituito da una deroga che vieta raduni per più di 3 persone tra le 24 e le 5.

Francia – E’ la nazione europea senza dubbio più rigida. Nonostante le forti contestazioni dei cittadini, oltralpe il coprifuoco è in vigore dalle 19 alle 6 in tutto il territorio nazionale. Inizialmente, ovvero da ottobre 2020, era stato previsto soltanto per 8 dipartimenti e imposto dalle 21 alle 6.

Germania – Ieri il Bundestag, approvando le nuove misure tedesche anti Covid, ha dato il via libera al coprifuoco notturno a partire dalle 22 dopo forti contestazioni da parte della piazza e dell’opposizione parlamentare. C’è però una sostanziale differenza con il coprifuoco in vigore in Italia, perché in Germania il cosiddetto “freno di emergenza” scatterà soltanto in un determinato Lander o territorio in caso di incidenza settimanale superiore ai 100 casi per 100mila abitanti per tre giorni consecutivi.

Olanda – Introdotto il 23 gennaio, in vigore dalle 22 come in Italia, verrà rimosso il 28 aprile con la riapertura di bar e ristoranti all’aperto.

Portogallo – E’ attualmente in vigore dalle 22 alle 5 ma a breve verrà eliminato.

Spagna – In vigore dalle 23 alle 6, ristoranti e bar aperti con possibilità di consumare ai tavoli.

Svezia – Mai introdotto

Regno Unito – Abolito a inizio aprile.

Stati Uniti – Abolito ovunque lo scorso febbraio.

Coprifuoco negli altri Paesi, precisazioni e considerazioni

Alcune precisazioni e considerazioni doverose. Abbiamo preso in esame soltanto le principali nazioni occidentali, con sistemi politici analoghi a quello italiano, che applicano o hanno applicato il coprifuoco. Tra questi soltanto la Francia non lo ha abolito e non sembra volerlo eliminare a stretto giro. Oltre alla Spagna in cui però è in vigore dalle 23.

Al contrario, a titolo esemplificativo, non abbiamo citato la Russia (che non ha mai introdotto il coprifuoco) o l’India (dove è in vigore dal 19 aprile soltanto a New Delhi e negli Stati più colpiti dal Covid).

Come si può facilmente dedurre, l’assenza di coprifuoco o la sua abolizione a breve nei principali Paesi Ue e occidentali, comporterà una ripartenza economica e turistica. Viceversa, anche al netto di questo, la conferma del coprifuoco almeno fino a giugno arrecherà gravi danni all’economia e al settore turistico italiani.

Tutto questo ovviamente a prescindere da quanto rimarcavamo ieri su questo giornale, cioè mancata considerazione del governo Draghi dell’agere licere da tutelare, unita all’assenza di consapevolezza che tale modus operandi rappresenta l’affossamento della libertà individuale. Ovvero non si tiene di conto della necessità di garantire la facultas agendi, stracciando di colpo i principi costituzionali, spesso evocati ed esaltati proprio da chi sta imponendo il coprifuoco.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. […] Infine è importante ricordare che il tanto acclamato coprifuoco non l’hanno voluto gli esperti del Cts,bensì il nostro governo.<<È sempre stata una valutazione politica, non ci è mai stata sottoposta alcuna istanza in tal senso», hanno fatto sapere dal Comitato tecnico-scientifico(Cts). Tant’è che molte altre nazioni hanno deciso di non istituirlo, o comunque di non prorogarlo. […]

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