Il Primato Nazionale mensile in edicola

Pechino, 10 mar – Cattive notizie dalla Cina. Un nuovo studio epidemiologico pubblicato dalla rivista scientifica Practical Preventive Medicine e citato dal South China Morning Post sostiene che il virus Covid-19 potrebbe “rimanere attivo nell’aria per almeno trenta minuti e coprire una distanza di circa 4,5 metri in ambienti chiusi”. Lo rivela Repubblica. Una distanza tre, quattro volte superiore al canonico “metro di sicurezza” che le autorità sanitarie di tutto il mondo hanno raccomandato fino ad ora. Non solo: lo studio confermerebbe ciò che nelle settimane scorse era stato rilevato da altri ricercatori, cioè che il coronavirus è in grado di rimanere per giorni sulle varie superfici, aumentando il rischio di contagio multiplo.



Permanenza sulle superfici

I dati presenti nell’analisi vanno comunque presi con le pinze e devono essere soggetti ad ulteriori verifiche. Molti, inoltre, i fattori che influenzano questi dati: ad esempio la permanenza sulle superfici del virus è soggetta al tipo di materiale e alla temperatura: a 37 gradi centigradi il virus può resistere fino a due o tre giorni, su vetro, metallo, plastica, carta e tessuti. Secondo gli epidemiologi il coronavirus può sopravvivere più di cinque giorni nelle feci o nei liquidi corporei.

Permanenza nei luoghi chiusi

“Si può confermare che in un ambiente chiuso con aria condizionata, la distanza di trasmissione del nuovo coronavirus eccederà la comunemente riconosciuta distanza sicura”, scrivono gli studiosi guidati dall’epidemiologo Hu Shixiong. Una situazione-tipo potrebbe essere quella di un mezzo di trasporto pubblico, come un autobus o la carrozza di un treno, dove il virus potrebbe permanere anche quando la persona vettrice dell’infezione è scesa. 

Lo studio sull’autobus

La ricerca ha preso in esame un gruppo di infetti risalenti al 22 gennaio scorso, quando l’epidemia non era ancora stata definita un’emergenza. Un passeggero che già lamentava i sintomi del contagio, identificato come “A”, è salito su di un autobus a lunga percorrenza con una capienza di 48 posti, tutti occupati da altrettanti passeggeri, sedendosi in penultima fila, senza mascherina per coprire il volto. Le immagini acquisite dalle telecamere a circuito chiuso presenti sul mezzo hanno evidenziato che l’uomo non ha avuto interazioni con gli altri passeggeri per tutta la percorrenza, in un lasso di tempo lungo 4 ore. Il coronavirus ha però fatto in tempo a infettare sette altri passeggeri prima che A scendesse dal mezzo, secondo i risultati dei ricercatori. Tra questi, alcuni sedevano sei file più avanti di A, a una distanza stimata, appunto, in circa 4,5 metri.

L’importanza della mascherina

Circa mezz’ora dopo la fine della corsa, un altro gruppo di persone era salito sull’autobus e uno dei passeggeri senza mascherina è rimasto contagiato. Il paziente A, invece, era salito su un altro minibus contagiando altre due persone nel giro di un’ora, una delle quali si trovava a 4,5 metri. Lo studio rivela che nessuno dei viaggiatori che portavano una mascherina ha contratto il coronavirus mentre viaggiava con il paziente A. La conclusione dei ricercatori, quindi, è quella di indossare la mascherine quando si viaggia su qualsiasi tipo di mezzo pubblico, e di “ridurre al minimo il contatto tra le mani e le aree pubbliche, ed evitare di toccare la faccia prima di averle pulite”. Contrordine, quindi: le vie aeree vanno coperte e protette.

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. Prima ti impestano e poi ti insegnano a vivere… Autocritica alla loro igiene ed educazione, zero!
    La loro “rivoluzione culturale” è stata ed è, purtroppo ancora oggi, un orrore! Cina basta!!

Commenta