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Roma, 30 mar – L’Italia ha prestato 50 milioni di euro alla Tunisia e probabilmente altri 21,5 milioni di euro alla Bolivia. E’ quanto abbiamo riportato su questo giornale e quanto poi denunciato da Andrea Delmastro Delle Vedove, deputato e capogruppo FdI in commissione Esteri che ha presentato apposite interrogazioni al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Oggi Delmastro, in un video pubblicato sulla propria Facebook, ha reso noto che l’Italia impiegherebbe ben 500 milioni di euro per la cooperazione internazionale. “Fra qualche giorno si riunirà il comitato congiunto per destinare quasi 500 milioni di euro degli italiani alla cooperazione internazionale”, tuona il deputato di FdI che si appella nuovamente a Di Maio: “Azzera quei fondi, tienili in Italia come chiediamo in una risoluzione di Fratelli d’Italia ed erogabili alle medesime condizioni alle imprese italiane”.

Cause di forza maggiore

Ma Delmastro si scaglia anche contro chi ha parlato in questi giorni di fake news riguardo ai milioni prestati a Tunisia e Bolivia. “Una fake news? E come avrebbero dimostrato che è una fake news? Dicendo: ‘sono dei prestiti, non potevamo farne a meno’. E’ una menzogna, in tutti i trattati internazionali se c’è una causa di forza maggiore gli Stati possono rivedere i loro accordi”, precisa Delmastro. “Non è una causa di forza maggiore quello che sta capitando oggi in Italia? Non stiamo affrontando un’emergenza sanitaria ed economica che rischia di inginocchiarci? Non è un motivo valido per evitare di erogare questi soldi? Abbiamo impiegato 50 milioni per le mascherine e ne diamo 70 a Bolivia e Tunisia?”, chiede poi Delmastro.

Sbufalatori e fake news

Domande sacrosante, eppure i soliti sbufalotori di professione a caccia di fake news rigorosamente “sovraniste”, hanno provato in tutti i modi a dimostrare l’inattendibilità di queste notizie. Peccato che, come sovente accade a chi prova a fare le pulci nel nome del pensiero unico, i debunkers di professione non hanno potuto far altro che confermare la cifra che l’Italia ha prestato alla Tunisia. Allora, pur di polemizzare, hanno rigirato la frittata della serie: “D’accordo non è una fake ma è come se lo fosse perché in realtà la Farnesina ha specificato che si tratta di un prestito già stabilito nel 2017”. E quindi?

Come precisato su questo giornale, l’ambasciata italiana a Tunisi, prima che intervenisse la Farnesina a fornire doverose delucidazioni, aveva pubblicato un post su Facebook in cui spiegava: “La somma è destinata a sostenere le imprese tunisine per rispondere all’impatto socioeconomico del #coronavirus in Tunisia”. Che dite rileggiamo ad alta voce anche per gli sbufalotori? Secondo la sede diplomatica italiana, quei milioni sono destinati proprio per contrastare l’impatto socioeconomico del virus nella nazione nordafricana. Non a caso la stessa ambasciata ha provveduto a rimuovere il post, probabilmente subito dopo la puntualizzazione della Farnesina. Nessuna fake news dunque, semmai un grave mancanza di comunicazione tra rappresentanti istituzionali. Per non parlare di chi evidentemente ignora pure le clausole dei trattati internazionali, ma ciancia di bufale “sovraniste” a ogni piè sospinto. Cari debunkers, un consiglio spassionato: meno Netflix e più manuali di Diritto Internazionale.

Eugenio Palazzini

 

 

 

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