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Budapest, 30 mar – Il Parlamento ungherese ha votato i pieni poteri per il premier Viktor Orban per combattere il coronavirus. Nel Paese ufficialmente ci sono soltanto 447 i contagiati e 15 vittime, eppure Orban ha chiesto e ottenuto dal Parlamento pieni poteri per gestire l’emergenza. Nei termini della legge, adesso il premier, senza limitazione di tempo, può governare sulla base di decreti, chiudere il Parlamento, cambiare o sospendere leggi esistenti e ha la facoltà di bloccare le elezioni. Spetta a lui determinare quando finirà lo stato di emergenza. Inoltre, chi diramerà “false notizie” rischierà da 1 a 5 anni di carcere. Hanno votato a favore i deputati di Fidesz (il partito del premier, che ha i due terzi della maggioranza) ed altri della destra nazionalista. La legge è passata con 138 voti favorevoli contro 53 contrari. L’opposizione ha cercato di far inserire nel testo una limitazione temporale di 90 giorni, garantendo in cambio il suo appoggio, ma Orban ha rifiutato.

Opposizioni all’attacco ma ministro della Giustizia: “Decisioni in piena regola”

Orban, che per contrastare l’epidemia nei giorni scorsi ha decretato il coprifuoco (in vigore fino all’11 aprile), potrà anche introdurre a sua scelta, sempre per decreto, anche nuove misure restrittive più drastiche, senza appunto chiedere l’avallo dei legislatori. Le opposizioni si stracciano le vesti dicendo che con il pretesto della legge d’emergenza, Orban vuole blindare ancora di più il suo potere. Tuttavia, secondo il ministro della Giustizia Judit Varga, “le decisioni al contrario sono pienamente in regola e del tutto conformi con l’ordinamento costituzionale e legale ungherese“.

Numeri reali del contagio potrebbero essere molto più alti

I poteri straordinari a Orban potrebbero essere dovuti al fatto che i numeri reali sull’epidemia in Ungheria siano di gran lunga superiori a quelli comunicati ufficialmente. Secondo alcune fonti, addirittura 15 volte più alti. Questo soprattutto perché i servizi sanitari effettuano pochissimi tamponi: dall’inizio dell’epidemia ne sono stati realizzati poco più di 13 mila. Il sistema sanitario a quanto pare non sarebbe in grado di gestire i test perché mancano le strutture e gli epidemiologici. Il quadro potrebbe peggiorare rapidamente, anche perché negli ospedali mancano i dispositivi di protezione individuale, e ci sarebbero soltanto 2.560 apparecchi per la respirazione.

Ludovica Colli

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