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Amsterdam, 20 apr – Mentre in Italia si discute dell’app Immuni che in teoria è “volontaria” in pratica se non venisse scaricata limiterebbe alcune nostre libertà individuali (e l’opposizione ha qualche perplessità) all’estero le cose vanno molto più velocemente: in Olanda, una delle applicazioni proposte al governo olandese denominata Covid19 Alert!, ha già subito un data breach – in breve, una fuga dei dati degli utenti. In Liechtenstein, intanto, si sperimenta anche un braccialetto elettronico.



Dati resi pubblici per “errore”

Il quotidiano olandese DeStandard rivela che circa 200 nomi, emaile password criptate sono state rese pubbliche per errore. Anzi, “un errore umano” dice uno dei creatori dell’app Covid19 Alert! “in mezz’ora abbiamo risolto”. Quel che è successo (anche se ancora non si è capito esattamente come) sono stati resi temporaneamente accessibili da una diversa app creata però dagli stessi sviluppatori. La fretta sarebbe stata la cattiva consigliera degli informatici, per loro stessa ammissione. L’app olandese permette di sapere se lo smartphone dell’utente che ne ha effettuato il download è stato (o meno) vicino a quello di un paziente affetto da coronavirus – un po’ come accade per Immuni. Comunque, gli stessi sviluppatori dell’app anti coronavirus hanno invitato immediatamente gli utenti a cancellare i dati memorizzati. Il Garante della privacy olandese è stato informato di questa falla nel sistema.

Braccialetti elettronici in arrivo

Se ad Hong Kong già a metà marzo è stato imposto il braccialetto elettronico a chi proviene da un altro paese, nel Liechtenstein è attualmente in corso uno studio su duemila persone (tutti volontari) tra i 33 e i 52 anni. Queste persone useranno un braccialetto elettronico per permettere che venga monitorare la propria salute: qualora questo esperimento dovesse dare risultati soddisfacenti, verrà esteso.

Ilaria Paoletti



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