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New York, 20 apr – Il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha presentato oggi una “mappa di contagio” del coronavirus basata sui dati raccolti da Facebook. Questa nuova funzione, secondo Zuckerberg, avrebbe lo scopo di aiutare a monitorare la diffusione della malattia e pianificare l’uscita globale dal lockdown.

“Indicazioni in tempo reale sul coronavirus”

La mappa è stata sviluppata dai ricercatori della Carnegie Mellon University e secondo il patron di Facebook offre “indicazioni in tempo reale sull’attività relativi al coronavirus non precedentemente disponibili da altre fonti”. Zuckerberg ha affermato che la mappa si sta espandendo a livello globale con l’aiuto dei team di ricerca dell’Università del Maryland come parte di uno sforzo per monitorare la diffusione del virus.

La “mappa” di Facebook

Zuckerberg ha discusso i risultati iniziali dei sondaggi in un’intervista con l’emittente ABC News: secondo lui le mappe generate da Facebook offriranno una visione completa sui potenziali hotspot di contagi, informazione che può aiutare i funzionari sanitari a identificare le aree che hanno bisogno di più interventi. Il colore della mappa generata da Facebook codifica le contee americane in base alla percentuale di persone con sintomi, che vanno dallo 0 percento (rosa chiaro) a> 2,4 percento (rosa scuro). “Se guardi le mappe, ci sono alcune cose che penso possano essere molto evidenti – per esempio, che le stazioni sciistiche avrebbero potuto giocare un ruolo iniziale nella diffusione del covid”, ha detto Zuckberg.

“Privacy? No problem”

Rispondendo a domande relative alla tutela della privacy (i dati si basano sull’autosegnalazione degli utenti iscritti a Facebook), Zuckerberg ha affermato di essere fiducioso nelle capacità dei ricercatori di raccogliere accuratamente i dati: “È molto il lavoro svolto dai ricercatori sulla salute della Carnegie Mellon per assicurarsi che i dati provenienti dall’indagine siano di alta qualità e che siano correlati a ciò che gli ospedali stanno vedendo sul campo”, ha affermato. E ha assicurato ulteriormente Zuckerberg: “I singoli dati e le risposte degli utenti in realtà non verranno affatto rese pubbliche su Facebook”, ha spiegato “i ricercatori della Carnegie Mellon producono un rapporto aggregato che non include la risposta individuale di nessuno”. E, poi, la specifica: “Facebook sta contribuendo a fare il sondaggio, ma la ricerca è curata dalla Carnegie Mellon“, ha aggiunto. E il padrone di Facebook non vuole fermarsi agli Usa: “Ci sono alcuni governi che penso potrebbero provare a vedere quanto sia grave il contagio nei loro Paesi“, ha detto Zuckerberg.

Ilaria Paoletti

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