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Washington, 28 apr – Il procuratore generale degli Stati Uniti Bill Barr ha incaricato i pubblici ministeri di “mettersi alla caccia” di eventuali mandati di arresto statali o locali giudicati eccessivamente restrittivi delle libertà personali dei cittadini anche tenuto conto dell’emergenza coronavirus, che potrebbero violare i diritti costituzionali delle persone.



“Affrontare abusi di potere”

In un appunto pubblicato lunedì, Barr ha riconosciuto che mentre alcune restrizioni sono necessarie e adeguate per combattere la pandemia di coronavirus, altre si spingono molto oltre. “Se un’ordinanza statale o locale oltrepassa la linea da un esercizio adeguato dell’autorità per fermare la diffusione di coronavirus e sconfina in una violazione preponderante delle protezioni costituzionali e statutarie, il Dipartimento di Giustizia può avere l’obbligo di affrontare tale abuso di potere nel tribunale federale” dichiara Barr.

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Il caso delle funzioni religiose

Il procuratore generale ha osservato che mentre in passato il Dipartimento della giustizia metteva in guardia contro gli ordini che discriminano le istituzioni religiose, “la Costituzione proibisce anche, in determinate circostanze, la discriminazione nei confronti di discorsi sfavorevoli e indebite interferenze con l’economia nazionale“. Il Dipartimento di Giustizia in precedenza, in una causa tenutasi nello Stato del Mississippi, si era schierato con una chiesa dopo che i funzionari locali hanno cercato di fermare i servizi della Settimana Santa anche se officiati a persone sedute nelle loro auto all’interno di un parcheggio. Mentre alcuni stati sono in procinto di allentare le restrizioni man mano che il numero di casi di coronavirus diminuisce, altri rimangono vigili come sempre. Le proteste sono scoppiate in alcune aree degli Usa poiché la stretta sulle norme di circolazione e sulle aperture delle attività hanno portato a un tasso di disoccupazione alle stelle.

“Misure vicine agli arresti domiciliari”

In una recente apparizione sul programma radiofonico di Hugh Hewitt, Barr ha affermato che alcuni ordini statali erano “inquietanti e vicini agli arresti domiciliari”. Ha detto che se  l’obiettivo era di appiattire la curva dei casi di coronavirus, tale obiettivo è stato ampiamente raggiunto e gli Stati dovrebbero ora utilizzare “approcci più mirati”. “Molte politiche che sarebbero impensabili in tempi regolari sono diventate roba all’ordine del giorno nelle ultime settimane, e non vogliamo interferire indebitamente con gli importanti sforzi degli ufficiali statali e locali per proteggere il pubblico”, ha detto ancora  Barr: “ma la Costituzione non è sospesa in tempi di crisi”. Dello stesso avviso pare essere il presidente degli States Donald Trump, che più volte si è schierato al fianco degli americani scesi in piazza per protestare contro i provvedimenti eccessivamente restrittivi dei vari governatori. Fa pensare che mentre il procuratore generale degli Stati Uniti d’America ci tenga a sottolineare che “la Costituzione non è mai sospesa” nemmeno in tempi di crisi, da noi ci si ammette candidamente che invece le cose vanno al contrario per voce di un giornalista di Repubblica (Stefano Cappellini) nel comodo salotto di Quarta Repubblica.

Ilaria Paoletti

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