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Roma, 28 apr – Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia è iniziata la protesta dei commercianti. Le modalità solo le più disparate e se ancora non c’è stata una vera e propria “esplosione” della contestazione, poco ci manca. Il motivo è chiaro e ampiamente spiegato nei comunicati delle associazioni di categoria usciti già nella giornata di ieri: chi ha un negozio chiuso da ormai quasi due mesi ha bisogno di lavorare e al contempo è consapevole che riaprire con troppe limitazioni sarebbe altrettanto improponibile. E’ dunque evidente che le restrizioni prolungate dal nuovo decreto del governo rischiano di affossare l’economia italiana e in particolare proprio uno dei suoi settori chiave, oltretutto intrinsecamente legato a quello dell’imprenditoria.

Certo, la paura del contagio e la consapevolezza di dover riaprire con tutti gli opportuni sistemi di sicurezza permane in tutti i commercianti. Non c’è insomma quella scelleratezza sconsiderata che qualche detrattore vorrebbe imputargli. Prevale piuttosto la convinzione che non sia più sostenibile tenere le saracinesche abbassate, riaprendo tra tra diverse settimane in modo scaglionato e con distanze incolmabili. Così a Courmayeur, una delle località più normalmente turistiche d’Italia, i commercianti hanno protestato duramente contro l’ultimo Dpcm del governo alzando le serrande e accendendo le luci di bar, negozi e ristoranti del centro. “Sono misure che riteniamo inaccettabili per il sostegno dei settori commercio e turismo”, hanno dichiarato.

In migliaia pronti alla contestazione

Ma quello della città alpina è solo un esempio, perché stasera in tutta Italia migliaia di commercianti sono pronti a un flash mob pacifico e coordinato. Accenderanno le luci delle insegne, per poi subito dopo spegnerle nuovamente. Si tratta di un’iniziativa organizzata da “Risorgiamo Italia”, un movimento spontaneo sorto negli ultimi giorni e che in pochissimo tempo ha raccolto adesioni da Nord a Sud. Alle 21 di questa sera circa 150mila luci in tutto lo stivale si accenderanno per poi rispegnersi. Sulla pagina Facebook del movimento il messaggio rivolto al governo è chiaro: “Quando si parla di fase due o fase tre, vengono contemplati parametri insostenibili, distanze incolmabili con una riduzione del 70% dei coperti disponibili e tutte le responsabilità a carico dei gestori. Aprire con il 30/40% dei ricavi ed il 100% dei costi. Questo è un gioco al massacro cui non vogliamo partecipare. Senza le dovute garanzie non riapriremo”.

Nel frattempo a Frosinone, il titolare dell”Osteria Panzini’, ha minacciato di darsi fuoco: stamani ha portato ben quattro taniche di benzina e un accendino di fronte al suo locale dicendosi chiaramente esasperato a causa del lockdown. “Noi commercianti siamo senza aiuti”, ha detto l’uomo. La situazione è rientrata in seguito all’intervento dei carabinieri ma è evidente che non siamo di fronte a segnali confortanti. Semmai emblematici e che rischiano di sfociare in scongiurabili gesti estremi.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Dovete avere pazienza ancora per qualche mese. Forse fino a luglio, sperando che l’Italia non sarà caduta a pezzi.
    Avete sentito Bergoglio ?
    Prudenza e obbedienza.
    Fate i bravi.

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