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Parigi, 17 mar – “Siamo in guerra, in una guerra sanitaria“, ha spiegato Macron parlando ai suoi concittadini e annunciando la serrata di 15 giorni per contenere il coronavirus. Basata sul modello italiano, partirà dal mezzogiorno di oggi e prevede anche la sospensione del secondo turno delle amministrative e lo stop alla riforma delle pensioni. “Non lottiamo contro un esercito o contro un’altra nazione, ma il nemico è invisibile e avanza. Serve la nostra mobilitazione generale“. La Sncf, l’azienda pubblica che gestisce i treni francesi, aveva annunciato la riduzione dei controlli dei biglietti sui treni e si appellava al senso civico dei passeggeri.

Per tutta risposta, con una modalità che ricalca la grande fuga da Milano avvenuta poco più di una settimana fa migliaia di francesi si sono precipitati ad assaltare i treni nel tentativo di raggiungere le loro città natali. Neanche qui il problema degli assembramenti sembra toccare i fuggitivi, più preoccupati di potersi ricongiungere con le proprie famiglie che dell’eventualità di essere contagiati e/o trasmettere il virus ai propri connazionali. Tutto il mondo è paese, si dice in questi casi. Tra l’altro in Italia c’era stato il problema della fuga di notizie e la zona rossa limitata alla Lombardia, che aveva scatenato la fuga verso sud. In Francia è avvenuta nonostante tutto il territorio sia stato dichiarato “chiuso” e con una comunicazione senza dubbio più chiara e netta.

Lo riporta l’emittente Bfmtv, corredando i suoi tweet con video che testimoniano l’esodo: “Molti viaggiatori provano a lasciare Parigi prima di mezzogiorno alla stazione di Montparnasse”

Tante anche le testimonianze di semplici cittadini: “Fuga da Parigi alla stazione di Montparnasse”, scrive un utente Twitter. “Molti giovani tornano dalle loro famiglie per trascorrere il proprio periodo isolamento. Un sacco di valigie molto grandi, segno che nessuno prevede di tornare nella Capitale per un po'”. E ancora. “L’esodo a Rennes, per esempio… Una folla che cammina a un ritmo frenetico con grandi valigie. Molti hanno il loro gatto o cane. I parigini (quelli con i mezzi per farlo) fuggono dalla capitale a frotte“.

Cristina Gauri

 

 

 

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